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Ad Ankara vertice Nato e forum della Difesa. C’è anche Mariani (Leonardo): “Il 5% del Pil obiettivo realistico, ma va modulato nel tempo”

L'amministratore delegato, presente al Forum sull'industria della difesa, collaterale al summit dell’Alleanza atlantica, parla di investimenti e dell'eventuale impatto dei prestiti Safe
Ad Ankara vertice Nato e forum della Difesa. C’è anche Mariani (Leonardo): “Il 5% del Pil obiettivo realistico, ma va modulato nel tempo”
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Un vertice Nato tutto focalizzato su riarmo, cooperazione industriale, produzione accelerata. E sulla firma di contratti miliardari coi big delle armi. A margine del vertice di Ankara c’è anche l’amministratore delegato di Leonardo, Lorenzo Mariani, presente al Forum sull’industria della difesa, collaterale al summit dell’Alleanza atlantica. Parla dell’obiettivo degli investimenti nella Difesa fino al 5% Pil entro il 2035, che è raggiungibile “con gradualità” da parte del governo e spiega che l’adesione o meno dell’Italia al Safe dell’Ue (il piano Ue da 150 miliardi di euro per il riarmo e la difesa) non impatta sul gruppo “perché i programmi dove noi siamo impegnati oggi e dove abbiamo improntato la nostra crescita nell’arco del piano strategico sono programmi che poggiavano e poggiano sul bilancio ordinario della difesa”. Inoltre, ha aggiunto, “l’industria ha la possibilità di adattarsi a diverse modalità di finanziamento, che alla fine poi sia il Safe i o Btp sono decisioni tecniche che non aspettano a noi, ma aspettano al governo”. L’Italia infatti non ha ancora firmato l’accordo per ottenere i prestiti del programma Safe, sebbene il governo italiano avesse inizialmente prenotato 14,9 miliardi di euro nell’agosto 2025 per finanziare gli investimenti nella difesa e nella sicurezza. L’Unione Europea sta esercitando forti pressioni su Roma affinché prenda una decisione definitiva entro il mese di luglio 2026.

Mariani, parlando da Ankara, assicura che il forum Nato sulla difesa rappresenta una cornice “importante” poiché le nazioni si vedono in cui sono stati presi impegni a incrementare le spese per la difesa e molti Paesi l’hanno già aumentata. Ora la sfida è, in particolare, come “unire il tema della difesa con il tema della sicurezza, quindi tutti quegli aspetti che sono al bordo del mondo della difesa ma che comunque riguardano la sicurezza della società civile“. “Su questo ci sono alcuni punti che noi riteniamo particolarmente importanti, sicuramente tutto il mondo dello spazio, che effettivamente ha degli elementi che sono prettamente militari e prettamente civili, e il mondo dei droni, che vive un grandissimo dinamismo visti gli esiti del conflitto ucraino”, ha aggiunto ricordando l’accordo tra Leonardo e la turca Baykar. “L’intesa porta veramente a unire delle eccellenze: Baykar nei droni con un’eccellenza nell’elettronica e nei payload di questi droni, aprendo quindi a collaborazione sia su mercati militari che su mercati dual-use”.

A chiudere, tutto il mondo della cyber e delle nuove tecnologie che sono appunto applicabili sia al mondo civile sia al mondo militare, costituendo una parte fondamentale per la sicurezza complessiva. “L’Italia – assicura Mariani – ha una tradizione importantissima nell’industria della difesa e della sicurezza, rappresentata sicuramente da Leonardo, ma non solo, perché esiste una filiera solidissima di piccole e medie imprese: la vera sfida, secondo me, da qui ai prossimi anni è quella di formare delle alleanze solide, e noi lo stiamo già facendo”. L’ultimo troncone è quello del consenso da parte della società. “Ci deve essere uno sforzo di sistema, dove sicuramente il governo sta facendo la sua parte, incrementando gradualmente e in maniera razionale ed equilibrata la spesa per la difesa e la sicurezza. Ma il secondo sforzo è quello di far vedere che non si parla più di difesa ma di sicurezza globale, che ha degli impatti importanti sul vivere di tutti i giorni, sull’economia, sul welfare e sulla salute. E questo chiaramente è un messaggio che richiede una trasmissione importante sia da parte delle istituzioni sia da parte dell’industria”.

Mariani quindi precisa che il gruppo Leonardo è “pronto” a contribuire, con altri player europei, a costruire quegli abilitatori strategici che mancano all’Europa, rendendola militarmente inferiore agli Stati Uniti. “L’industria italiana, sia essa l’industria dell’ala fissa, dell’ala rotante o dell’elettronica, che è trasversale a tutti – afferma – ha capacità assolutamente di primo piano. Ovviamente ,Io ritengo che per i grandi programmi sia obbligatorio trovare degli accordi di collaborazione, perché altrimenti non si va da nessuna parte e ce ne si accorge quando è troppo tardi”. “Assolutamente – prosegue – per quanto riguarda Leonardo, noi siamo pronti, siamo pronti a sederci al tavolo e a dare quello che è il nostro contributo di eccellenza. Noi sappiamo quali sono le nostre aree di eccellenza e dove invece, secondo noi, è meglio affidarsi ad altre eccellenze, possibilmente europee“.

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