L'allerta dei Vigili del Fuoco e il protocollo di sicurezza - 2/4
Il primo avvistamento è stato registrato venerdì 3 luglio, ma i successivi pattugliamenti della banchina hanno portato al progressivo recupero di altri cinque oggetti identici, presumibilmente trascinati a riva dalle correnti oceaniche. Di fronte al potenziale rischio chimico, il dipartimento antincendio locale ha istituito un perimetro di sicurezza per tenere a distanza i curiosi: “Un’area di esclusione di 50 metri è rimasta in vigore, esortando chiunque trovi un oggetto sospetto nella zona a non toccarlo. I membri del pubblico che si imbattono in essi dovrebbero allontanarsi immediatamente e chiamare i servizi di emergenza”. A causa del forte sospetto che le sfere fossero serbatoi di propellente per veicoli spaziali e potessero quindi ospitare tracce di idrazina — un combustibile d’addestramento volatile e gravemente nocivo —, gli equipaggi d’emergenza in tuta Hazmat sono stati visti stoccare i reperti all’interno di speciali fusti sigillati sotto stretta sorveglianza della polizia.