La vicenda era approdata sui social ma anche in tv a “Le Iene“, ora per Maurizio Battista arriva una prima vittoria contro il suo ex manager Fabio Censi. Come riporta il Corriere della Sera, la Procura di Roma accusa Censi di aver fatto sparire quasi 2 milioni di euro (1.915.000 euro per la precisione), soldi guadagnati dal comico negli spettacoli organizzati al Teatro Olimpico. Le indagini si sono concluse con i numeri ricostruiti dal Pm Guerzoni, a Censi viene contestato il reato di truffa aggravata dall’ingente danno matrimoniale e per lui si prospetta la richiesta di processo.
“La contestazione di truffa è priva di riscontri documentali. Non è stata fatta alcuna consulenza. Da dove si ricavino queste cifre è un giallo”, le parole dell’avvocato Pietro Nicotera, difensore di Censi. “Secondo il pm, Censi avrebbe abusato della sua relazione di manager stipendiato dal comico affinché gli organizzasse spettacoli teatrali e ne gestisse anche i rapporti economici legati alla sua attività artistica). In particolare avrebbe creato i meccanismi per subentrare con la sua società, LML Group, in quella di Battista, la Alfa, così sottraendogli quanto derivato dai contratti relativi allo svolgimento degli spettacoli teatrali dello stesso presso il Teatro Olimpico di Roma”, spiega il giornale diretto da Luciano Fontana.
Censi, secondo l’accusa, avrebbe falsificato le autorizzazioni ad effettuare sul conto corrente della LML Group operazioni agendo per conto di Battista. “Un sistema che avrebbe indotto in errore Battista, certo della regolarità dei pagamenti ricevuti per la fiducia riposta nel manager”, spiega il Corriere della Sera. Per mesi il comico aveva dato vita a una vera e propria campagna social contro l’ex collaboratore, per questa ragione potrebbe finire anche lui davanti al giudice.
Il Pm ritiene sia ravvisabile nel suo atteggiamento social il reato di diffamazione. Il manager nel corso delle settimane è stato definito “gobbo, truffatore, ladro, disonesto” e ancora “verme, sciacallo da quattro soldi, infame“. Offese ripetute decine di volte negli oltre cento video postati sui suoi profili da Battista. Una rabbia trascesa oltre i limiti del consentito in ben 121 episodi. L’identità di Censi era stata svelata successivamente, quando il cabarettista romano aveva sporto denuncia e l’aveva inviata anche al sindaco del Comune di Canterano, dove il suo ex manager è impegnato come vicesindaco.