Premio Oscar, musicista e compositore, maestro delle colonne sonore del cinema. Ennio Morricone se n’è andato nel 2020, ma sua moglie, Maria Travia Morricone, oggi 93enne, racconta al Messaggero di essere riuscita a rientrare nel suo studio “solo quest’anno”.
“L’ho fatto per la Fondazione che porta il suo nome. Per farmi custode della sua energia, che deve continuare a vivere. Credo in questo progetto e lo porterò avanti, fosse l’ultima cosa che faccio. È il mio modo di stargli accanto, fino a quando potrò. Poi ci rivedremo in cielo. Mi piacerebbe rincontrarlo. E risposarlo”.
Parole intrise d’amore e nostalgia, pronunciate alla vigilia dell’evento organizzato in Campidoglio per ricordare il compositore nel quinto anniversario della sua scomparsa. A dirigere il concerto sarà Nicola Piovani. Ma la musica di Morricone non risuonerà soltanto a Roma: grazie alla Fondazione Ennio Morricone, presieduta da Walter Veltroni, l’esecuzione inizierà in contemporanea anche ad Ancona, Bari, Palermo e Torino. “Così questa data non è solo simbolica, ma si trasforma in un gesto collettivo”, spiega Maria Travia Morricone.
La vedova descrive il marito come “molto riservato“, ma è convinta che sarebbe felice di questa celebrazione perché “ci teneva a essere ricordato”. E, ripensando agli anni trascorsi insieme, racconta anche i dubbi che il compositore condivideva con lei: “Mi chiedeva sempre: secondo te qualcuno si accorgerà che ne Il clan dei siciliani c’è un contrappunto a sei parti? Io non sono una musicista, per me uno spartito è cinese, ma di musica ne ho ascoltata tanta. Prendeva in considerazione le mie osservazioni. E gliene facevo tante”.
Infine, guarda già al futuro: “Il 2028 sarà l’anno morriconiano. La Commissione Cultura della Camera ha approvato un progetto per il centenario. Spero di esserci. Ci saranno conferenze anche internazionali e il suo studio diventerà un luogo di ricerca. Abbiamo già fatto un gran lavoro, ma c’è ancora tanto da riordinare. Quando entro lì dentro sento Ennio. Non è facile”.