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“Gianni Morandi? Sono entrato in possesso di una notizia secondo la quale in una soffitta di Monghidoro c’è un bambino di 134 anni che invecchia al posto suo…”: Gene Gnocchi e il suo spettacolo

In un'intervista a Repubblica il comico ripercorre gli esordi a "Emilio", parla della sua passione per il calcio e spiega perché, dopo quarant'anni di carriera, non ama fare bilanci

di Redazione FqMagazine
“Gianni Morandi? Sono entrato in possesso di una notizia secondo la quale in una soffitta di Monghidoro c’è un bambino di 134 anni che invecchia al posto suo…”: Gene Gnocchi e il suo spettacolo

Nel suo spettacolo dal titolo Una Crepa nel crepuscolo, Gene Gnocchi parla di tanti volti noti, da Bruno Vespa ad Alberto Angela, passando per il generale Vannacci e Gianni Morandi: “Non li metto nel mirino. In quarant’anni di carriera li ho conosciuti un po’ tutti, mi sorrideva l’idea di raccontarli per come immagino siano nella realtà, ovviamente la realtà che penso io”. E come se lo immagina, allora, il cantante di Fatti Mandare dalla Mamma? “Sono entrato in possesso di una notizia dei servizi segreti del ‘Cciss-Viaggiare informati’ secondo la quale in una soffitta di Monghidoro c’è un bambino di 134 anni che invecchia al posto di Morandi. Ora bisogna capire come liberarlo…“.

La chiacchierata con Repubblica parte dagli inizi, lui avvocato di Fidenza che si ritrova allo Zelig di Milano dove lo notano Zuzzurro e Gaspare e lo prendono per Emilio: “Era un’occasione pazzesca. Emilio, oltre a Recchia, che era il regista, e Zuzzurro e Gaspare, voleva dire Faletti, Athina Cenci, Teo Teocoli, Silvio Orlando. E io ci arrivavo senza praticamente avere fatto gavetta. Come si fa a dire no a una roba del genere?”.

Non manca il calcio perché Gnocchi ha militato in serie C da ragazzo e non manca la sua visione da tifoso: “Ho sempre guardato più ai giocatori che alle squadre. Sono diventato milanista quando è arrivato Savićević, il mio idolo. Il problema è che oggi vedere il calcio è una sofferenza, è tutto e solo tattica. Però mi piace molto il Como, Nico Paz è un gran talento”. E dopo 40 anni di carriera è ora di un bilancio? No, perché il comico ammette: “Sto alla larghissima dai bilanci. Mi basta la voglia che ho ancora di andare sul palco. Non importa che siano 30, 300 o 2000. Sentirli ridere è una cosa che non ha prezzo”.

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