Il sessismo nei laboratori e il caso della scollatura - 2/3
L’irruzione di Greison nel panorama scientifico ha rotto schemi consolidati, attirando critiche legate esclusivamente alla sua immagine personale. L’attrito con l’ambiente accademico è emerso fin dai suoi esordi nei laboratori di ricerca: “A me veniva detto: ‘Perché ti trucchi? Non devi fare un servizio fotografico’. ‘Perché hai i tacchi? Non viene una rivista a intervistarti’. ‘Nei laboratori non ci si veste così. Togliti il rossetto’. Secondo lei le ragazze hanno voglia di lavorare in un posto dove debbono sentirsi dire tutto questo? Su 220 attribuzioni di premi Nobel in Fisica, solo cinque sono stati dati alle donne. Fisica continua a essere la facoltà che ha il minor numero in assoluto di donne. Dopo anni passati a studiare Bohr, Schrodinger, Heisenberg, Dirac, Pauli, posso garantire che nessuno di loro è diventato famoso per gli addominali”.
La scienziata ricorda inoltre di essere stata presa di mira sui social network l’anno scorso, a seguito di una prolusione tenuta all’Università di Messina, unicamente per l’abito indossato: “Nessuno si stupisce che un attore sia bello, che una cantante sia bella. In certi ambienti invece, sembra che una donna debba ancora scegliere tra essere credibile ed essere bella o come si sente lei. Una persona deve essere tutte le cose che vuole. Dopo anni passati a studiare Bohr, Schrodinger, Heisenberg, Dirac, Pauli, posso garantire che nessuno di loro è diventato famoso per gli addominali. Sono stata attaccata con insulti sessisti per una scollatura e ho imparato a distinguere il rumore dal segnale”. L’episodio ha avuto una risonanza globale, finendo sulle pagine del New York Times e spingendo la fisica a programmare un intervento per il prossimo autunno: “Su quell’episodio farò un TEDxOfficial ad ottobre dove mi rimetto quel vestito verde e racconto la vicenda come se fosse una storia su cui va fatto il punto, perché non è finita”.