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“Venezia non si Usa”: la protesta a Venezia contro l’arrivo del mega yacht dell’ambasciatore Fertitta

L'imbarcazione attraccherà in Laguna per assistere allo spettacolo dei “foghi” del Redentore: "Faremo una grande manifestazione che dimostri molto chiaramente che la città non si piegherà né a lui, né a Trump e alle sue politiche"
“Venezia non si Usa”: la protesta a Venezia contro l’arrivo del mega yacht dell’ambasciatore Fertitta
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VENEZIA – Non ha bisogno di spiegazioni lo striscione lungo 117 metri, come lo yacht dell’ambasciatore statunitense Tilman J. Fertitta che il 17 luglio attraccherà a Venezia per assistere allo spettacolo dei “foghi” del Redentore. “Venezia non si Usa – No war, fuck Trump, fuck Fertitta” hanno scritto gli attivisti del Laboratorioccupato Morion sul lenzuolone srotolato in Riva Sette Martitri. Contemporaneamente sono stati accesi fumogeni colorati e sono state rilasciate in acqua decine di mine simboliche “a rappresentare le politiche guerrafondaie degli Stati Uniti e del presidente Trump”.

Il gruppo “Venezia non si Usa” ha diffuso un documento. “Mentre il genocidio in Palestina non si è mai fermato, migliaia di civili muoiono sotto le bombe e le crisi internazionali scatenate da Trump aumentano ulteriormente precarietà e costo della vita, l’ambasciatore americano organizza il tour Freedom Coastal Diplomacy sul suo mega yacht, 117 metri per 32 di altezza, per un valore di 450 milioni di dollari, con tanto di svariate piscine, due elicotteri e mezzi anfibi a bordo”. La nota continua: “L’arroganza dell’ambasciatore non riguarda solo Venezia, ma è una diretta emanazione della politica trumpiana. Con questo tour per i porti italiani vuole celebrare i ‘valori americani’ e ‘l’amicizia tra Italia e USA’. Sappiamo perfettamente cosa rappresentano realmente questi ‘valori’: guerra, complicità con il genocidio in Palestina e lo strapotere degli interessi economici di moderni oligarchi, come dimostrano il Board of Peace, gli attacchi a Iran e Venezuela, la folle corsa al riarmo e la presenza tentacolare delle basi USA anche nei nostri territori”.

Sono molti gli elementi che confluiranno nella protesta, soprattutto ora che le tensioni diplomatiche tra Italia e Usa si sono acuite, in una città ostaggio del turismo di massa, che percepisce l’ingombrante presenza di Fertitta come un’intrusione in una festa dei veneziani, che occupano il Bacino con le loro piccole imbarcazioni, a cui fanno abitualmente da cornice decine di migliaia di persone che raggiungono le rive a San Marco. L’appuntamento della protesta è per venerdì 17 luglio (la Festa del Redentore sarà celebrata il 18): “Accoglieremo l’ambasciatore a dovere, con una grande manifestazione che dimostri molto chiaramente che Venezia non si piegherà né a lui, né a Trump e alle sue politiche, né a qualunque altro miliardario”.

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