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Venezia, proteste per l’arrivo del mega yacht dell’ambasciatore Usa Fertitta: “Bloccherà tutta la riva”

Il natante è lungo 117 metri, alto 30, e pesa circa 5.350 tonnellate. Il problema della destinazione finale finirà sul tavolo del prefetto Darco Pellos, anche perché porrà problemi di ordine pubblico
Venezia, proteste per l’arrivo del mega yacht dell’ambasciatore Usa Fertitta: “Bloccherà tutta la riva”
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VENEZIA – “Venezia non si Usa”. Il gioco di parole è abbastanza facile per i ragazzi del Laboratorio Occupato Morion, che denunciano l’arrivo in Laguna, con un mega yacht del valore di mezzo miliardo di dollari, dell’ambasciatore statunitense Tilman Fertitta. Il miliardario è intenzionato ad attraccare in Bacino di San Marco per godersi lo spettacolo del Redentore e di fuochi d’artificio previsto per la notte del 18 luglio, uno degli appuntamenti più importanti per i veneziani, una festa sull’acqua, con barche di tutti i tipi.

L’arrivo di Fertitta, che ha iniziato una crociera in Italia nell’anniversario dei 250 anni dalla fondazione degli Stati Uniti d’America, sarà motivo di polemiche e di scontri. Infatti il Morion ha già annunciato un’assemblea pubblica per il 25 giugno. “Organizziamo il benvenuto all’ambasciatore americano a Venezia! Cosa ci fa uno yacht lungo più di cento metri a Venezia il giorno del Redentore, bloccando tutta la riva da cui veneziane e veneziani vedono i fuochi? Ce lo domandiamo anche noi, ma è proprio quello che accadrà quest’anno!”.

Gli ingredienti per una contestazione ci sono tutti. A cominciare dall’ingombrante presenza di un natante, il Boardwalk, il sesto yacht della flotta di Fertitta, che è lungo 117 metri, alto 30, e pesa circa 5.350 tonnellate. Un’ostentazione di ricchezza e di potere. Ci sono poi i delicati rapporti tra Italia e Usa, dopo l’attacco di Donald Trump alla presidente del consiglio Giorgia Meloni, con l’annunciato rifiuto del governo di partecipare alla festa tradizionale nell’ambasciata americana di Roma. Ma soprattutto c’è lo scenario di guerre in Medio Oriente e in Iran, che vede Trump protagonista, con il massacro in corso a Gaza e in Libano, attuato dall’esercito di Israele, grande alleata degli Usa.

“Abbiamo saputo che dal 17 luglio arriverà il mega yacht di Tilman Fertitta, Questo impedirà lo svolgimento regolare di una festa molto importante per veneziane e veneziani! – aggiunge il Laboratorio Morion in un post – Non solo un altro miliardario pensa di poter fare ciò che vuole a Venezia grazie ai suoi soldi, ma si tratta di un rappresentante degli Stati Uniti e del presidente Trump, che con le sue politiche di aggressione e di guerra sta devastando il mondo. In un colpo solo Fertitta rappresenta lo sfruttamento di Venezia, l’ingiusta accumulazione della ricchezza sempre più in mano a pochi e le politiche guerrafondaie e colonialiste di Trump”.

Se questo è il manifesto ideologico, le prossime settimane saranno torride. L’arrivo del Boardwalk è già stato comunicato all’autorità portuale veneziana e alla Capitaneria di Porto. Un’imbarcazione di queste dimensioni può attraccare in Riva Sette Martiri (il che consente di avere una posizione di prima fila per vedere lo spettacolo dei “foghi”), alle Zattere o nella stazione di Marittima. Il problema della destinazione finale finirà sul tavolo del prefetto Darco Pellos, anche perché porrà problemi di ordine pubblico e di controllo dell’area dove lo yacht verrà posizionato.

Dall’assemblea del 25 giugno potrebbe scaturire una prima decisione: tenere una manifestazione preventiva il 4 luglio, in occasione dell’Independence Day americano. Quando il 17 luglio arriverà a Venezia il maxi-yacht c’è da aspettarsi che gli attivisti del Morion mettano in acqua le barche per un’accoglienza provocatoria in Bacino, come avveniva in tempi non molto lontani con le proteste per le Grandi Navi. Si creerebbero situazioni di forte rischio, anche perché il servizio d’ordine attorno al Boardwalk è solitamente molto ferreo. L’imprenditore Fertitta ha un impero di attività che ruotano attorno a casinò, hotel e ristoranti. Nel 2017 ha acquistato gli Houston Rockets, una delle trenta squadre di pallacanestro che militano nel campionato professionistico americano, ed è stato nominato ambasciatore in Italia e nella Repubblica di San Marino da Trump, una decisione confermata nel maggio 2025 dal Senato americano.

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