Harvey Weinstein è stato nuovamente ricoverato in ospedale. Secondo il sito TMZ, l’ex gran mogul hollywoodiano è stato trasportato al reparto carcerario dell’ospedale Bellevue di Manhattan dopo aver avuto difficoltà respiratorie. Il sito riferisce che Weinstein ha avuto un’insufficienza cardiaca a causa di un attacco di polmonite e che i medici lo hanno sottoposto a flebo. Un rappresentante dell’entourage di Weinstein ha dichiarato a Deadline che l’ex patron Miramax rimarrà in ospedale “almeno per le prossime settimane”.
Weinstein si trova incarcerato nel carcere non proprio rinomato di Rikers Island a New York dall’aprile del 2024 dopo una serie di perigliosi trasferimenti tra un prigione e l’altra degli Stati Uniti dovuta alle diverse condanne e procedure legali a cui è sottoposto da quando nel 2017 è scoppiato lo scandalo MeToo che ha coinvolto centinaia di figure di spicco del mondo del cinema associate a precedenti reati di molestie e violenze sessuali. Come ricorda il Los Angeles Times nel marzo 2020, Weinstein è stato condannato a 23 anni di carcere dopo essere stato riconosciuto colpevole a New York di un reato sessuale e di stupro di terzo grado. Condanna per violenza sessuale poi annullata nell’aprile del 2024. La scorsa estate l’ex producer è stato sottoposto a un secondo processo a New York ed è stato nuovamente condannato per un’accusa di violenza sessuale risalente al 2006, mentre per un’altra accusa simile è stato assolto.
L’ultimo processo contro di lui è iniziato nel febbraio 2026 a New York, e riguardava accuse di stupro nei confronti della parrucchiera e aspirante attrice Jessica Mann. Questo procedimento è stato però annullato. Pochi mesi fa, Weinstein aveva rilasciato un’intervista ad Hollywood Reporter spiegando che “Rikers Island è un inferno” e che lì dentro, in isolamento, viene “costantemente minacciato e deriso” dagli altri detenuti, infine ha espresso il timore che in quel carcere potrà morirci. “Mi fa una paura tremenda – spiegò – È incredibile pensare alla vita che ho avuto e a quello che ho fatto per la società, e non avere la clemenza di trattarmi in modo più gentile. Qualunque cosa pensino che io abbia fatto di male nella mia vita, non ho ricevuto la pena di morte. Compirò 74 anni a marzo. Non voglio morire qui dentro”.