Cinema

“La ‘mascolinità’ viene demonizzata, invece va bene: possiamo abbracciarla. Per molti anni sono sempre stato sulla difensiva poi ho chiesto aiuto”: parla Dwayne Johnson

"The Rock", protagonista del live-action Disney "Oceania", racconta il suo percorso personale: dalla difesa costante alla scoperta della vulnerabilità

di Redazione FqMagazine
“La ‘mascolinità’ viene demonizzata, invece va bene: possiamo abbracciarla. Per molti anni sono sempre stato sulla difensiva poi ho chiesto aiuto”: parla Dwayne Johnson

In occasione della promozione del live-action Disney di Oceania, nelle sale italiane dal 19 agosto, Dwayne Johnson torna a vestire i panni del semidio Maui e, allo stesso tempo, apre una riflessione molto personale sul concetto di mascolinità e sul rapporto con la propria famiglia.

L’attore ha parlato all’Adnkronos e ha condiviso un punto di vista maturato nel tempo legato alla sua esperienza di padre: “Noi uomini vogliamo sempre mostrare il nostro lato migliore: essere capaci a fare tutto, lavorare e provvedere alla famiglia. La mia idea di mascolinità è che devi anche imparare a essere a tuo agio con il mostrarti vulnerabile, con il chiedere aiuto quando ne hai bisogno. È fondamentale, perché noi uomini non lo facciamo quasi mai. Io lo sto imparando adesso grazie alle mie figlie”.

Johnson è padre di tre figlie: Simone, nata nel 2001 dal precedente matrimonio con Dany Garcia, e Jasmine e Tiana, nate rispettivamente nel 2015 e nel 2018 dall’attuale moglie Lauren Hashian. Proprio il rapporto con loro ha rappresentato per lui un punto di svolta personale: “Mio padre non mi diceva ‘se hai qualcosa che ti affligge, parlane con me. Ci sono’. Oggi io lo dico sempre alle mie figlie, ma da ragazzo non sapevo cosa volesse dire”, ha raccontato.

Nel corso della conversazione, l’attore ha anche affrontato il modo in cui viene percepito oggi il concetto stesso di mascolinità, spesso oggetto di dibattito: “A volte la parola ‘mascolinità’ viene demonizzata, invece va bene: possiamo abbracciarla. Per me significa cercare di essere il più autentici possibile, aprirsi quando serve, e dire: ‘Non so cosa succederà, ma lo scoprirò’. Mio padre non l’ha mai detto. Ma fingere di sapere tutto è una strada senza uscita”, ha aggiunto.

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