Televisione

Giorgio Panariello: “A Mediaset porterò la mia storia. Sono un prestigiatore, cerco di distrarre il mio pubblico perché non c’è da ridere. Elon Musk invece di pensare a Marte non potrebbe aiutare l’Africa coi suoi milioni?”

L'attore a FqMagazine per il tour estivo di "E se domani..." e i nuovi progetti tv

di Andrea Conti
Giorgio Panariello: “A Mediaset porterò la mia storia. Sono un prestigiatore, cerco di distrarre il mio pubblico perché non c’è da ridere. Elon Musk invece di pensare a Marte non potrebbe aiutare l’Africa coi suoi milioni?”

“E se domani cambiasse tutto? E se domani non cambiasse nulla?”, sono gli interrogativi che si pone Giorgio Panariello nello spettacolo teatrale “E se domani…“, che ha debuttato nell’autunno 2025 (per un totale di 70 repliche) e che riprende il suo giro in tutta l’Italia per la tranche estiva, al via dal 10 luglio da Arezzo.

“Ho limato qualche cosa perché gli spettacoli sono sempre un work in progress. – ci ha confidato Panariello – Si lavora sempre in continuazione per migliorare e per aggiornare anche alcune cose. La cosa strana è che ci sarebbe da riscriverlo adesso questo spettacolo perché già nel giro di qualche mese le cose sono cambiate”.

Cosa, ad esempio?
L’intelligenza artificiale ha fatto passi da gigante. Insomma il futuro corre veloce e sembra già oggi.

A proposito di futuro, le cose non sembrano andare per il verso giusto, che ne pensi?
La bellezza di questo spettacolo è che mi permette di passare oltre a quello che sta accadendo. Io non parlo mai di politica e di sociale parlo pochissimo perché ritengo che chi viene a teatro poi non voglia sentirsi tirar fuori i problemi quotidiani o quello che si sente in tv tutti i giorni. Cerco sempre di portare la gente in mondi completamente differenti con dei personaggi probabilmente assurdi, sopra le righe. Poi racconto delle favole come quella di essere stato nel futuro, di averlo visto e di raccontarlo. Cerco di distrarre un po’ come fanno i prestigiatori che ti fanno vedere una mano, mentre con l’altra cambiano le cose.

Come mai?
Perché ritengo proprio che ci sia poco da ridere in mezzo a ciò che ci sta accadendo intorno.

Il messaggio finale dello spettacolo è che il futuro dipende da noi, che si costruisce giorno per giorno. Ma è davvero possibile?
Cito sempre una frase di Pierangelo Bertoli in ‘A muso duro’ dice ‘con un piede nel passato e lo sguardo dritto e aperto nel futuro’. Bisogna sempre cercare di guardare oltre, però tenendo presente i nostri valori, le cose che abbiamo conquistato, le cose a noi care, le persone che ci circondano, le cose che abbiamo guadagnato e sudato. Parlo del rispetto verso tutti coloro che ci permettono di fare questo lavoro da chi ce li organizza a chi viene a vederci, quindi bisogna dargli sempre cose nuove e poi ovviamente non dimenticare mai quello che siamo stati. Io farei un gioco.

Quale?
Sarebbe carino poter chiedere alle persone ‘cosa porteresti con te se potessi fare un viaggio nel futuro?’. Sono sicuro che la gente risponderebbe le cose che ha di più caro, insomma non direbbe oggetti, per intenderci, come il computer. Ma qualcuno me l’ha detto in sala, qualche ragazzo mi ha risposto ‘io mi porto il computer perché senza computer non posso vivere’. Ma vorrei ricordare che intorno esistono esseri umani e non sono certo macchine.

Cosa porteresti con te nel tuo viaggio nel futuro?
Porterei delle cassette VHS mie di quando facevo i primi spettacoli, le foto dei miei nonni, qualche video con mio zio. Mi sono rimasti tre zii ancora in vita e per ora in salute. Poi anche la valigetta d’acciaio che portavo con me quando facevo gli spettacoli, dove mettevo dentro mettevo i miei trucchi, i baffi, le parrucche… E poi soprattutto porterei i miei ricordi, cioè le cose che hai dentro perché noi abbiamo una sorta di archivio nel nostro cervello che ci accompagna, quindi cercherei di ricordarmi più cose possibili.

Cos’è che ti amareggia di più, in questo momento? 

Sono talmente tante che sceglierne una diventa diventa difficile. Noto che in generale c’è un grande inganno.

In che senso?
C’è un grande inganno in coloro che contano di più nella politica, ma anche meramente nel business. Parliamo sempre una minoranza rispetto alla totalità delle persone che veramente contano perché alla fine l’ultima parola teoricamente spetta alla Costituzione e al popolo.

Invece cosa vedi?
Il potere in mano a pochi che comandano i destini del mondo e della tecnologia. I satelliti vengono gestiti società che, se vogliono, possono cambiare le sorti di una guerra di un popolo. E poi ci sono i nostri rappresentanti, ai quali paghiamo uno stipendio e troppo spesso pensano più all’interesse privato che non alla cosa pubblica. Sono cosa che mi danno fastidio, ma veramente. Ma poi su Musk vorrei dire una cosa…

Cosa?
Ma invece di pensare alle navicelle per andare su Marte, che poi che cazzo ci vai a fare su Marte? Non c’è niente. Pensiamo a quanti soldi potrebbe dare veramente per portare l’acqua in Africa e per aiutare quelle popolazioni. Non so perché non si riesca a costringere quelle persone a mettere un pezzettino del loro patrimonio milionario a disposizione dell’umanità, visto che è l’umanità che poi glieli ha dati questi soldi.

Sei un grande osservatore dell’umanità. Pensi che si stia perdendo il contatto umano?
Sì. Abbiamo sotto gli occhi talmente tante cose che poi tutto quanto, alla lunga, ci sembra già visto, anche la guerra. Basti guardare alcune scene raccapriccianti dall’Ucraina o la strage di Gaza, si crea una sorta di assuefazione che tutto questo ti sembra ‘normale’. Ci stiamo anche abituati a Trump che dice qualsiasi cosa, anche quella più assurda, e ci sembra vera. Sembrano lontani gli anni 80 e 90 dove certamente c’era il benessere, ma si attenzionavano molto di più certi temi umanitari. Basti pensare, sul lato artistico, il grande evento benefico Live Aid con tantissimi artisti importanti sullo stesso palco.

Sarai uno dei nuovi volti del prossimo palinsesto Mediaset. Cosa porterai?
Avevo già fatto uno spettacolo per Mediaset che chiamava ‘Panariello non esiste’, ma era solo una piccola cosa. Stavolta c’è un progetto più strutturato e completo.

In cosa consiste l’accordo?
Ci saranno tre spettacoli quest’anno, il prossimo anno si prevede una serie tv e varie altre partecipazioni. Sono entrato in famiglia dalla porta principale, l’altra volta ero entrato dalla finestra. Porterò la mia storia artistica. Da dieci anni non conduco uno show mio, quindi metterò dentro un po’ tutto quello che ho portato in giro in questi anni a teatro da ‘La favola mia’ a ‘E se domani’.

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