Cinema

Tinto Brass scrive una lettera a Mattarella: “Presidente mi ridia la libertà di muovermi (e curarmi) fuori da casa mia. Mi restituisca restituirgli la strada e con essa la libertà e la dignità”

Brass chiede a Mattarella un’urgente soluzione definitiva di messa in sicurezza della strada necessaria per spostarsi da Isola Farnese, fuori Roma, interrotta da una frana che impedisce da mesi ai suoi abitanti la possibilità di spostarsi oltre le vie del borgo medioevale

di Davide Turrini
Tinto Brass scrive una lettera a Mattarella: “Presidente mi ridia la libertà di muovermi (e curarmi) fuori da casa mia. Mi restituisca restituirgli la strada e con essa la libertà e la dignità”

Presidente mi ridia la libertà di muovermi (e curarmi) fuori da casa mia. Tinto Brass scrive al Presidente della Repubblica sull’annosa vicenda della frana di Isola Farnese, fuori Roma, che impedisce da mesi ai suoi abitanti la possibilità di spostarsi oltre le vie del borgo medioevale. “Signor Presidente, sono Tinto Brass”, scrive il regista di L’uomo che guarda echeggiando una canzone di Brassens. “Le scrivo dal borgo di Isola Farnese, in cui risiedo da oltre mezzo secolo, affidando queste mie parole — poiché le mie condizioni di salute non mi consentono altro — a mia moglie Caterina. Mi rivolgo a Lei, nella Sua più alta carica istituzionale dello Stato e quale Garante della Costituzione, per sottoporre alla Sua cortese ed illuminata attenzione una vicenda al tempo stesso collettiva e personale: la testimonianza di un’emergenza che oggi grava su un’intera comunità”. Brass ricorda che Isola Farnese non è solo una dimora per lui , ma “il luogo in cui ho amato, lavorato e dato forma alla mia opera, scrivendo e montando ogni mio film”. Isola Farnese è stata colpita due volte da eventi franosi nel gennaio scorso sbriciolando il costone su cui sorge il Castello Farnese e precludendo per quattro mesi ogni possibile via d’accesso al borgo isolandone gli abitanti.

“Ne è derivata una crisi profonda — sociale, economica, sanitaria — che ha sottratto persino ai bambini la scuola – scrive Brass -. In quel tempo, ogni necessità del vivere quotidiano doveva piegarsi a un’unica, angusta via: una scalinata di 141 gradini, percorribile soltanto attraverso la proprietà privata del Castello. Un percorso impervio, precluso agli anziani, alle persone con disabilità, alle donne in attesa e a chiunque versi in condizioni di fragilità — quelle nelle quali, ahimè, mi trovo anch’io”. Sono passati mesi ma la situazione non è ancora stata risolta, nonostante i numerosi appelli di semplici cittadini e più volte dalla moglie di Brass. “L’arteria principale, riaperta in via provvisoria, viene nuovamente e sistematicamente chiusa in modo automatico a ogni allerta meteo di livello giallo o all’attivarsi dei sensori d’allarme: è sufficiente un temporale di passaggio perché l’intero borgo ritorni così ad essere isolato. E la scalinata di 141 gradini resti l’unica via percorribile. Percorso, questo, che le temperature estive, elevate e assolate, rendono ancora più difficile, impervio ed impossibile”, aggiunge il regista di La Chiave.

E qui si giunge al cuore del problema. Brass chiede a Mattarella un’urgente soluzione definitiva di messa in sicurezza della strada necessaria per spostarsi da Isola Farnese: “Ill.mo Sig. Presidente, mi rendo conto che dietro questa vicenda non vi è soltanto una strada interdetta, ma qualcosa che tocca le fondamenta stesse del nostro vivere insieme: il diritto a curarsi, a muoversi liberamente, a non essere separati dai propri affetti, a coltivare il lavoro, lo studio e anche la fede religiosa (…) Mi sia permesso aggiungere che la vera sicurezza non nasce dalla chiusura, dalle transenne e dal rinvio, ma dalla lungimiranza, dall’opera e dalla responsabilità di chi è chiamato a governare il bene comune; perché proteggere un cittadino non significa rinchiuderlo, bensì restituirgli la strada e con essa la libertà e la dignità”.

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