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Ranucci dopo gli arresti: “Grazie agli investigatori, adesso bisognerà capire se ci sono altri livelli”. Rossi (Rai): “Vicinanza al conduttore”

Le reazioni. Floridia (M5s): "Auspico che si riesca a fare piena luce su tutto, dai motivi dell’attentato ai mandanti". Ruotolo (Pd): "C'è un giudice a Berlino. Ed è una buona notizia"
Ranucci dopo gli arresti: “Grazie agli investigatori, adesso bisognerà capire se ci sono altri livelli”. Rossi (Rai): “Vicinanza al conduttore”
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“Sapevo che sarebbe avvenuto qualcosa, ma ovviamente dalle indagini non è trapelato nulla. Adesso aspettiamo gli sviluppi“. Il giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci, commenta così la notizia dell’arresto del commando che la Direzione distrettuale antimafia di Roma ritiene essere l’esecutore materiale dell’attentato ai suoi danni la sera del 16 ottobre 2025. “Ho voluto ringraziare personalmente il Nucleo investigativo dei Carabinieri e il dottor Carlo Villani, che mi aveva promesso che avrebbe chiuso le indagini ed è stato di parola”, aggiunge Ranucci raggiunto telefonicamente da “Agorà Estate“, la trasmissione in onda su Rai 3.

“Adesso bisognerà capire i dettagli di tutta questa vicenda e capire se ci sono altri livelli“, sottolinea il conduttore. L’inchiesta, infatti, non è chiusa. Anzi. L’obiettivo della Dda resta quello più delicato: individuare i mandanti dell’attentato contro il giornalista. Chi decise di colpire Ranucci e perché è ancora il principale interrogativo aperto dell’indagine. “Da quello che ho capito – spiega Ranucci – c’è chi ha organizzato, chi è stato complice, chi ha fornito assistenza legale, chi ha provato a distruggere le sim. Vedremo cosa accadrà ancora”.

“L’arresto dei presunti responsabili dell’attentato dinamitardo è un risultato significativo e rappresenta un passo fondamentale nell’accertamento della verità e nell’affermazione della legalità”, afferma l’amministratore delegato Rai Giampaolo Rossi e il consiglio di amministrazione della tv pubblica: “La Rai – si legge nella nota – rinnova la piena vicinanza a Sigfrido Ranucci e confida che il prosieguo delle indagini consenta di individuare anche gli eventuali mandanti di un gesto tanto grave e intimidatorio”. Vertici della Rai che sono stati molto contestati negli scorsi giorni per la decisione di non garantire la copertura delle spese legali al giornalista nella causa promossa dall’imprenditore Giuseppe Cipriani, compagno di Nicole Minetti.

Il blitz dei carabinieri provoca anche le reazioni nel mondo politico. “Una notizia attesa e importante che merita un plauso ai carabinieri e alla Direzione distrettuale antimafia”, afferma la presidente della commissione di vigilanza Rai Barbara Floridia. L’esponente del M5s auspica adesso “che si riesca a fare piena luce su tutto, dai motivi dell’attentato ai mandanti, per un episodio di una gravità assoluta che l’Italia non vedeva da decenni e che ha fatto scalpore in tutto il mondo”. “Il cauto sollievo di questa mattina – aggiunge Floridia – non può far dimenticare che, dopo quell’attacco, una parte politica preferì accanirsi contro Ranucci e la redazione di Report, trasformando le vittime in bersagli di una serie di attacchi vergognosi, che pesano come un macigno sulle spalle di chi li ha compiuti. E oggi fanno ancora più specie anche le scelte di questa Rai: dal taglio di quattro puntate alla mancata tutela legale di quello che è il giornalista d’inchiesta di punta dell’azienda”. “Un servizio pubblico che si rispetti dovrebbe difendere chi rischia perfino la vita per cercare la verità, non lasciarlo solo quando ne ha più bisogno”, conclude Floridia. Floridia.

C’è un giudice a Berlino. Ed è una buona notizia”, commenta Sandro Ruotolo, responsabile Informazione, Cultura, Culture e memoria nella segreteria nazionale del Pd. “Le indagini fanno emergere un quadro inquietante e riportano alla mente una storia che in Campania conosciamo fin troppo bene. I rilievi tecnici hanno accertato che per colpire il giornalista di Report è stata utilizzata gelatina da cava, un esplosivo dalla straordinaria capacità distruttiva, indicativo dell’esistenza di una rete illecita di approvvigionamento di materiale esplodente”, spiega. “Se sarà confermato il coinvolgimento di esponenti legati al clan dei Casalesi, saremmo di fronte all’ennesima dimostrazione della pericolosità di un’organizzazione criminale che, più di ogni altra, ha scelto negli anni di colpire e intimidire i giornalisti“. “Il clan dei Casalesi ha sempre considerato il giornalismo d’inchiesta un nemico da abbattere, perché raccontare la verità significa spezzare il muro dell’omertà e mettere in discussione il potere mafioso”, continua Ruotolo. “È un attacco alla libertà di stampa e al diritto dei cittadini a conoscere fatti, nomi e responsabilità. Per questo è fondamentale che si arrivi fino ai mandanti. Perché colpire un giornalista con il tritolo significa tentare di intimidire l’intera democrazia. E una democrazia degna di questo nome non può arretrare di un millimetro di fronte alle mafie”, conclude.

“Rinnoviamo la solidarietà a Sigfrido Ranucci e alla redazione di Report, oggetto di una sistematica campagna di denigrazione e delegittimazione da parte non solo del governo ma della destra che governa questo Paese. Ringraziamo gli investigatori e la Procura distrettuale antimafia per il lavoro che hanno fatto”, afferma il leader di Avs Angelo Bonelli. “Abbiamo bisogno di verità – prosegue Bonelli -, vogliamo sapere chi sono i mandanti. Da un lato sappiamo che c’è una politica che vuole chiudere Report, dall’altro vogliamo capire quali organizzazioni criminali hanno pagato per chiudere la bocca a Ranucci”. Alle dichiarazioni di solidarietà si aggrega l’altro leader di Avs, Nicola Fratoianni, che aggiunge: “Voglio mandare un messaggio ai vertici Rai: non basta la solidarietà. Bisogna proteggere il giornalismo d’inchiesta, messo in pericolo non solo dalle bombe ma anche da chi vuole impedire che svolga il suo lavoro”.

“Desidero esprimere il mio più sincero ringraziamento alla procura della Repubblica di Roma, alla Direzione distrettuale antimafia, al procuratore Carlo Villani e all’Arma dei Carabinieri per la brillante operazione che ha consentito di individuare e sottoporre a fermo i presunti responsabili dell’attentato a Sigfrido Ranucci. Un risultato di grande rilievo, frutto di professionalità, competenza, determinazione e di un costante lavoro investigativo svolto con rigore e senso dello Stato”, scrive su X la presidente della Commissione parlamentare Antimafia Chiara Colosimo. “Operazioni come questa rafforzano la fiducia nelle istituzioni e rappresentano un segnale concreto nella lotta contro le mafie e ogni forma di criminalità organizzata”, conclude.

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