Se “Harry vuole costruire dei ponti” dovrà rispettare le regole - 3/3
Se “Harry vuole costruire dei ponti” dovrà rispettare le regole e dimostrare di “essere la nuova versione di sé stesso”, ha spiegato la fonte al tabloid. Ma c’è un ultimo grande aspetto che ha portato al divorzio di sei anni fa e sul quale la regina Elisabetta II fu irremovibile: se i Sussex vogliono essere membri attivi e parte della “Ditta” non si può stare “mezzo dentro e mezzo fuori” e non si può assolutamente “commercializzare la propria immagine”, perché la vita dei reali è da considerarsi “al servizio” e non al soldo.
Concetto chiave che per Harry e Meghan, negli anni a venire, è diventato la più grande fonte di reddito: vendendo interviste esclusive, un libro e i contenuti per serie su Netflix, i due si sono assicurati entrate d’oro. Tutt’altra musica, quella che tristemente suona oggi, da quando Meghan si è trasformata in una influencer che vende marmellate, candele e cibo per canarini e le serie sulla cucina hanno avuto gli stessi ascolti risibili di quelle sul polo di Harry.
Il risultato è stato che Netflix li ha scaricati entrambi e oggi i due hanno bisogno di trovare altri mezzi per monetizzare.
Alla luce di queste esigenze, il “patto di Sandringham 2.0” prevederebbe che Harry e Meghan potranno vendere marmellate e i biglietti per andare ad ascoltarli nelle conferenze, quando sono in America, ma nel Regno Unito si osservano le regole del protocollo della Corona. “In America possono prendere i soldi, nel Regno Unito categoricamente no”.
L’anno prossimo, a Birmingham si giocheranno gli Invictus Games, i giochi per i veterani creati da Harry; l’arrivo dei Sussex in luglio è il primo passo propedeutico a quella che sarà la loro prossima lunga permanenza, qui, fra un anno e i patti devono essere chiari, da subito.