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Calenda denuncia: “Io minacciato sul gruppo Telegram Russia Today, pronto a prenderli a pedate”. Solidarietà della politica

"Chi semina vento prima o poi raccoglie tempesta" il commento di un utente in una chat in cui si commentava l'annuncio del leader di Azione di un'interrogazione parlamentare per contestare le attività del network televisivo russo. Il sostegno, tra gli altri, del presidente La Russa e dei ministri Giuli e Crosetto
Calenda denuncia: “Io minacciato sul gruppo Telegram Russia Today, pronto a prenderli a pedate”. Solidarietà della politica
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“Il mio ufficio è a Corso Vittorio Emanuele II, 21. Arrivo intorno alle 9.00 non scortato. Prendervi a pedate nelle chiappe sarebbe di estrema soddisfazione”. A scriverlo su X è il leader di Azione, Carlo Calenda, rivolgendosi agli utendi della chat del canale Telegram “Rt Doc Italia” che si rifà a Russia Today. Come spiegato da Calenda stesso, con screen delle chat, i membri del gruppo lo hanno minacciato con frasi del tipo “chi semina vento prima o poi raccoglie tempesta. E sto mezzo uomo prima o poi raccoglierà con tanti annessi” oppure “prima o poi faranno una brutta fine”. Avvertimenti a cui il parlamentare risponde: “Personalmente, in questo, così come in altri casi, attribuisco nessuna preoccupazione a questi vigliacchi servi dei russi”.

A scatenare i commenti in quella chat è il dibattito su un’interrogazione parlamentare, con il senatore Marco Lombardo, al ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, per contestare le attività del network televisivo russo RT che ad aprile aveva anche organizzato un festival “segreto” a Bologna. A seguito dell’episodio nel capoluogo emiliano, la Commissione europea aveva contattato le autorità italiane per chiedere di applicare sanzioni contro il network, come previsto dalle norme dell’Unione Europea. Misure che però, come spiega Calenda, non sono state mai attuate. Un utente ha scritto: “Calenda ha persino chiesto pene detentive di 12 anni per chi aiuta gli organizzatori del festival”. Da lì il fuoco di fila di insulti.

Al parlamentare è arrivato subito il sostegno dei membri del suo partito, a partire dal capogruppo alla Camera, Matteo Richetti: “Il coraggio e la coerenza di Calenda gli producono minacce e intimidazioni. Siamo in tanti con lui a portare avanti insieme le nostre battaglie di civiltà. Procederemo – conclude – con una richiesta pubblica al Ministero degli Interni per verificare l’opportunità di chiusura del canale in questione”. Solidarietà anche da parte del presidente del Senato, Ignazio La Russa, e dal ministro della Difesa, Guido Crosetto: “Esprimo solidarietà e sincera vicinanza a Carlo Calenda per le minacce ricevute sul canale Russia Today – afferma il ministro -. Ogni forma di intimidazione nei confronti di chi partecipa al confronto democratico è inaccettabile e va condannata con fermezza”. Messaggi sono arrivati tra gli altri anche dal ministro della Cultura Alessandro Giuli e dal coordinatore nazionale di Fdi Giovanni Donzelli.

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