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Salvini pensa a Strisciuglio come nuovo ad di Fs: è imputato per la strage di Brandizzo. La protesta dei parenti delle vittime

Dopo la separazione da Donnarumma, il ministro tentato dal numero uno di Trenitalia, sotto inchiesta per l'incidente che provocò 5 morti quando era a capo di Rfi. Avs: "Senza pudore né decenza"
Salvini pensa a Strisciuglio come nuovo ad di Fs: è imputato per la strage di Brandizzo. La protesta dei parenti delle vittime
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I problemi di Matteo Salvini nella gestione delle ferrovie potrebbero non essere finiti con la mossa di palazzo attraverso la quale si è sbarazzato di Stefano Donnarumma, togliendogli la poltrona di amministratore delegato di Ferrovie dello Stato. Il ministro dei Trasporti sarebbe infatti intenzionato a promuovere Gianpiero Strisciuglio, imputato per la strage di Brandizzo, l’incidente del 30 agosto 2023 nel quale morirono cinque operai travolti da un treno mentre stavano effettuando interventi di manutenzione lungo i binari.

I famigliari delle vittime, tutti lavoratori di Sigifer, azienda che lavorava in sub-appalto, stanno infatti protestando di fronte alla possibilità che Strisciuglio, ora numero uno di Trenitalia e sotto inchiesta in veste di capo di Rfi, possa essere promosso alla guida dell’intero Gruppo Ferrovie dello Stato. La procura di Ivrea gli contesta di aver trascurato, nella valutazione dei rischi, il “fattore umano quale elemento capace, da un lato, di aggravare il rischio e dall’altro di ridurre l’efficacia delle misure di prevenzione e protezione previste per mitigare il rischio investimento”. Inoltre non avrebbe “immediatamente effettuato”, dopo il 31 agosto, “una rivalutazione dei rischi aziendali”.

“Bell’esempio che dà lo Stato”, ha detto al sito de La Stampa Lidia Orastella, madre di Giuseppe Aversa, uno dei cinque operai decedeuti. “Meno male che, nei giorni successivi all’incidente, il ministro dei Trasporti aveva detto che avrebbero fatto luce sulla vicenda in sei mesi. Ora cosa fanno? Rimettono ai vertici chi era responsabile della morte dei nostri figli”, prosegue.

“Ormai non mi scandalizzo più. Io piango ogni giorno sulla tomba di mio figlio e, intanto, loro sono ancora lì. Oggi, quando andrò al cimitero, dovrò trovare le parole per comunicarglielo”, aggiunge Massimo Laganà, padre di Kevin, il più giovane delle cinque vittime. La prima udienza preliminare per l’incidente ferroviario si terrà quasi certamente alla fine di settembre, quando Strisciuglio potrebbe già essere stato nominato alla guida di Fs.

La data non è ancora stata comunicata ufficialmente alle parti. ma questa è l’indiscrezione trapelata da ambienti vicini al procedimento. Le richieste di rinvio a giudizio depositate dalla procura di Ivrea sono 24. Si tratta di ventuno persone fisiche e tre “persone giuridiche” (oltre a Rfi ci sono la Sigifer, di Borgo Vercelli, ora in liquidazione, da cui dipendevano le vittime, e la bolognese Clf, appaltatrice dei lavori).

“Va bene essere garantisti, ma qui manca proprio la decenza. È senza pudore nominare al vertice di Ferrovie dello Stato, e dunque di fatto premiare, chi è sotto processo per il disastro di Brandizzo”, affermano il deputato di Alleanza Verdi Sinistra Marco Grimaldi e le consigliere regionali del Piemonte Alice Ravinale e Valentina Cera. “Quella di Brandizzo resta una delle pagine più nere della storia degli incidenti del lavoro di questo Paese: non solo perché la dinamica terribile dell’incidente ha ampiamente dimostrato come le tutele della sicurezza degli operai fossero sacrificate sull’altare del profitto e della velocità di esecuzione, ma anche perché ad agire così è stata una delle principali società pubbliche di questo Paese”, proseguono da Avs.

“E la risposta dello Stato, mentre il processo va a rilento per il sovraccarico del Tribunale di Ivrea e per la mancanza di un’aula in cui celebrarlo, senza che il ministero della Giustizia abbia fatto nulla al riguardo, è addirittura promuovere chi doveva garantire la sicurezza. È uno schiaffo alle vittime, ai familiari, a tutti i lavoratori ferroviari, a chi si batte per la sicurezza dei luoghi di lavoro”.

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