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Dixit: il gioco di carte trasformato in uno strumento culturale all’interno del Padiglione Esprit Nouveau di Bologna

Dal Festival del Gioco di Bologna a un laboratorio artistico dedicato alla "città dei sogni": il celebre gioco di carte è stato utilizzato per stimolare creatività, ricordi e riflessioni personali. Una neuropsichiatra ne evidenzia anche le possibili applicazioni in ambito terapeutico

di Kevin H. Fumusa

Un gioco può diventare uno strumento culturale e terapeutico? A Bologna, durante il weekend del Play – Festival del Gioco, Asmodee Italia ha collaborato con Adiacenze, un’associazione culturale della città felsinea, alla realizzazione di un progetto sul tema della “citta dei sogni” nell’ambito della rassegna CLOSER – Becoming the city che ha avuto come protagonista Dixit, il celebre gioco con le carte illustrate pubblicato dalla francese Libellud e commercializzato in Italia proprio da Asmodee.

Ospitato presso la riproduzione bolognese del Padiglione Esprit Nouveau a pochi passi dal polo fieristico che ospitava il Play 2026, il progetto ha visto l’artista Daniele Catalli condurre un laboratorio che, partendo da una partita a Dixit, ha coinvolto i partecipanti nella realizzazione di illustrazioni legati ai propri ricordi, esperienze e desideri legati all’ambito urbano; quanto prodotto dai partecipanti sarà successivamente usati da Catalli come fonte di ispirazione per creare un proprio mazzo di carte artistico dedicato alla “città dei sogni”.

Alcune carte Dixit in risposta alla domanda, tra gli ingrandimenti di alcune delle illustrazioni

Sempre dentro il padiglione il pubblico ha avuto modo di confrontarsi con il tema della città potendo rispondere a vari spunti di riflessione a loro posti associando a ciascuno una o più carte tra quelle disponibili in Dixit, trasformando una parete del padiglione ad un’installazione interattiva.

Alcune delle carte realizzate durante il laboratorio, poste sotto le carte ufficiali del gioco – foto concessa da Adiacenze
Scatto dal Laboratorio – foto concessa da Adiacenze

Durante la presentazione alla stampa dell’iniziativa, la dottoressa Chiara Coci, neuropsichiatra dell’infanzia e dell’adolescenza presso il Policlicnico di Milano, ha invece illustrato come le carte del gioco possano anche essere utilizzate come ausilio in ambito terapeutico, permettendo grazie allo stimolo visivo dato dalle illustrazioni astratte di esternalizzare qualcosa che si tiene dentro, scatenando un meccanismo simile a quello alla base del test di Rorschach. Se però le macchie di Rorschach sono un metodo scientificamente dimostrato e validato, la dott.sa Coci ha spiegato che l’utilizzo delle carte di Dixit – gioco creato da Jean-Louis Roubira, uno psichiatra infantile – non è ad oggi uno stumento standardizzato, ma che dimostra un potenziale.

Per chi non conoscesse il gioco, Dixit è un party game pubblicato nel 2008 con delle regole abbastanza semplici: ogni giocatore riceve inizialmente 6 delle carte illustrate dal mazzo, poi ad ogni turno uno dei giocatori (fino ad 8 nella versione base, 12 nella variante Odyssey) assume il ruolo di narratore, sceglie dalla propria mano una carta senza farla vedere dagli altri, e pronuncia una parola, frase o citazione che l’immagine gli evoca, cercando di non essere troppo esplicito, successivamente gli altri giocatori dovranno poi consegnargli una carta dalla propria mano che per loro si lega bene all’indizio del narratore stesso; a questo punto il narratore disporrà sul tavolo tutte le carte ed ogni giocatore – escluso il narratore – dovrà votare la carta che ritiene sia quella del narratore. Il narratore ed ogni giocatore che riesce ad indovinare la sua carta riceve tre punti, a patto che la carta riceva almeno un voto senza però al contempo essere votata da tutti, caso in cui tutti tranne il narratore ricevono invece due punti; i voti dati alle altre carte faranno ottenere invece ciascuno un punto al giocatore che aveva consegnato quella carta al narratore.

Dixit – Carte e plancia di gioco

Il gioco dunque, grazie alla capacità delle immagini rappresentate sulle carte di offrire più interpretazioni, premia da una parte chi come narratore è capace di trovare un concetto da associare alla propria carta che non sia ne troppo evidente ne troppo criptico insieme a chi riesce a comprendere la sua linea di pensieri, dall’altra chi riesce a sua volta con la propria carta ad evocare il concetto nelle menti degli altri giocatori e rubare voti al narratore stesso. Edito – come detto in apertura – in Italia da Asmodee viene commercializzato con un prezzo che a seconda delle offerte oscilla tra i 25€ ed i 35€, vedendo ormai disponibili sul mercato varie varianti (incluse quelle dedicate all’universo Disney) e varie box di espansioni, prezzo medio di circa 20€, che ampliando il numero di carte a disposizione evitano la potenziale ripetitività che potrebbe emergere a lungo andare.

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