Dopo aver raggiunto la massima espressione della Luce con il solstizio d’estate con picchi da 35°, ci avviciniamo ad una delle notti più famose d’Italia: la Notte di San Giovanni. Ma facciamo un piccolo passo indietro nel tempo. Ebbene sì, in Italia fino al IV secolo D.C. la religione principale e dominante era il paganesimo. Per molti secoli la nostra amata Italia ha professato culti politeisti e pagani, prima che il cristianesimo soppiantasse definitivamente queste religioni. Gli Etruschi avevano una fede dominata dal destino e dalla divinazione ad esempio leggevano il futuro nei fulmini. I Latini, i Sabini, gli Umbri e i Sanniti avevano divinità legate all’agricoltura, ai boschi e alla guerra, per questa ultima cosa il dio da loro venerato era Marte (anche se originariamente Marte era considerato il dio della fertilità e della natura).
Nel Sud Italia (Sicilia, Campania, Puglia e Calabria) i coloni greci importarono invece il culto dei miti intramontabili come Zeus, Atena e Apollo. Sotto la dominazione romana, i culti delle varie regioni si fusero, attraverso un processo chiamato sincretismo. Inizialmente i Romani lasciarono ai popoli conquistati la possibilità di continuare a venerare i loro dèi: ad esempio il cuore dello Stato romano venerava Giove, Minerva e Giunone. Mentre le famiglie italiane, oltre a questi primari dèi veneravano gli spiriti e gli antenati che secondo le credenze dell’epoca, proteggevano la casa. Insomma, nonostante i romani fossero un popolo di conquistatori, erano piuttosto benevoli nell’accogliere i culti dei popoli sottomesse.
Già con l’imperatore Costantino le cose iniziarono gradualmente a cambiare perché nel 313 d.c. concesse la libertà di culto ai cristiani, ma nel 380 D.C. l’imperatore Teodosio dichiarò definitivamente il Cristianesimo come unica religione ufficiale. Nonostante questo cambiamento gradualmente avviato, nei villaggi e nelle campagne molte antiche credenze, come i cicli lunari e le benedizioni che essi portavano, continuarono a sopravvivere e si intrecciarono con le festività cristiane. Ed è per questo motivo che molte celebrazioni religiose conservano tutt’oggi gesti e simboli legati alla natura e agli antichi cicli stagionali. Moltissime feste considerate oggi come cristiane a tutti gli effetti non sono altro che antichi riti pagani di un’Italia che fù. Anche il celebre Halloween vantava già in epoca remota celebrazioni identiche a quelle irlandesi. Ma di questo parleremo più avanti.
Perché si festeggia San Giovanni Battista proprio il 24 Giugno
Perché secondo i racconti evangelici si narra che Elisabetta, madre di Giovanni, fosse al 6° mese di gravidanza quando Maria concepì Gesù. Per questo motivo il Santo viene celebrato in questo periodo, esattamente sei mesi prima del Natale. Ma veniamo a questa magica notte che ogni anno attira sempre più appassionati! Dal punto di vista simbolico Giovanni Battista rappresenta purificazione, preparazione al passaggio, verità rinascita, coraggio di cambiare per lasciare spazio al nuovo.
Non c’è un santo più indicato per prepararci a quello che sarà il Natale, soprattutto la sua data cade a ridosso del solstizio d’estate, momento in cui si può attingere alla forza della natura per rinascere. Come se dopo aver ricevuto tutta quella luce fossimo invitati a portarla anche dentro di noi, domandandoci cosa abbiamo compreso e in quale direzione desideriamo andare. Quest’anno saremo accompagnati da una splendida Luna in fase crescente, ideale per rinnovare le nostre energie.
E’ una notte dove la natura raggiunge il picco della vita; i riti più diffusi erano legati all’accensione dei falò che simboleggiavano la vittoria della luce sul buio, alla raccolta di erbe considerate sacre, alla rugiada, all’acqua e alla purificazione. Il Santo è legato al battesimo e all’acqua come simbolo di rinnovamento spirituale che richiama purificazione, rinascita, emozioni e capacità di lasciare andare. La credenza popolare attribuiva all’acqua lasciata energizzare sotto la luna in quelle notti buon auspicio e protezione, la si usava poi per lavarsi viso e mani come gesto di purificazione. Per evitare che bambini e animali possano bere accidentalmente acqua contenente piante non adatte, vi propongo una versione simbolica e più semplice dell’elisir, che non segue la preparazione originaria, ma comunque potente perché le influenze energetiche della Luna in fase crescente opereranno sull’acqua stimolandone gli effetti benefici.
RICETTA ACQUA SAN GIOVANNI
La sera del 23 Giugno lasciate una ciotola di acqua fresca all’aperto esposta alla luce della Luna. Accanto alla ciotola mettete un foglio sul quale avrete scritto due cose:
Che cosa desidero lasciare andare?
Che cosa desidero accogliere nei prossimi sei mesi?
La mattina seguente immergete le mani nella ciotola e fermatevi qualche istante ad ascoltare ciò che sentite.
Rileggete ciò che avete scritto e scegliete un piccolo gesto concreto che possa suggellare il vostro nuovo sentire. L’acqua di San Giovanni non ha il compito di cambiare magicamente la nostra vita, però ci ricorda che ogni passaggio inizia da un gesto consapevole e intento di cuore.
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