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“Dopo ‘Amici’ sono cambiato, ma la gente mi ‘vede’ ancora come il fan di Spider-Man. Ora danzo Cecilia Sala incarcerata in Iran, le cazz*te di Trump e faccio ridere con Meloni”: parla Samuele Barbetta

Il ballerino della ventesima edizione del talent show sbarca a teatro con "Meme"

di Andrea Conti
“Dopo ‘Amici’ sono cambiato, ma la gente mi ‘vede’ ancora come il fan di Spider-Man. Ora danzo Cecilia Sala incarcerata in Iran, le cazz*te di Trump e faccio ridere con Meloni”: parla Samuele Barbetta

Al Teatro Franco Parenti di Milano il 25 giugno va in scena “Meme”, spettacolo corale diretto da Samuele Barbetta e prodotto da DANCEHAUSpiù che osserva il presente come un territorio complesso e contraddittorio, attraversato da crisi, paure e desideri. Samuele Barbetta ha partecipato alla 20esima edizione di “Amici di Maria De Filippi” e molte cose sono cambiate da allora. Oggi il coreografo e ballerino ha 29 anni, ha fatto esperienza a contatto con professionisti di alto livello, si è cimentato come direttore creativo della sua compagnia De Anima Movement e ha due grandissimi sogni nel cassetto.

“Meme nasce con la mia compagnia che si chiama De Anima, abbiamo sede a Padova, nel gennaio del 2025. Massimo Farina, uno dei componenti della compagnia, mi manda un messaggio e mi dice ‘senti Samu, guarda che Cecilia Sala, giornalista nostra coetanea, è stata appena incarcerata nel in Iran perché non ne parliamo?’. Ho cominciato a elaborare il progetto, prendendo tante interviste rilasciate prima della incarcerazione e dopo la liberazione. Poi ho unito le registrazioni dell’allunaggio di Neil Armstrong nel 1969. Questo parallelo non è molto facile da cogliere all’inizio, però attraverso la danza e la musica si crea un parallelo molto interessante tra questi due viaggi uno tragico e uno di scoperta e di grande successo per tutta l’umanità”.

Quale racconto di Cecilia Strada ti ha ispirato?
Ha raccontato di una piccola finestrella dentro al carcere che era aperta durante tutto il giorno e che quando c’era il sole proiettava un fascio di luce sul pavimento della stanza che lei condivideva con una ragazza. La cosa molto interessante è che nelle registrazioni del 1969 di Neil Armstrong si sente chiaramente Neil che dice ‘sto cercando di seguire la direzione del sole senza guardare direttamente il sole’. Questa cosa mi ha emozionato molto perché era un parallelo distante in decenni, ma che in qualche modo congiungeva questi 2 mondi.

Hai provato a contattarla?
Le ho fatto arrivare il messaggio, le ho scritto più volte. Ho cercato di instaurare un rapporto, però non sono riuscito a contattarla.

Da dove nasce l’esigenza di proporre questo racconto?
Lavorando su questo materiale sono andato verso sempre una direzione di racconti contemporanei che ci vengono proposti dai media e di come, giovani immersi in questa società, li percepiamo ed elaboriamo. Abbiamo anche inserito la storia di Giulia Cecchettin e di quel femminicidio tremendo.

Come mai?
Mi ha scosso molto quella vicenda. E non solo perché è accaduto a pochissima distanza da dove vivo io. Uno dei momenti più forti e crudi dello spettacolo è il momento in cui si sente il telegiornale che parla delle famose 75 coltellate per le quali non è stata data l’aggravante di crudeltà all’aggressore. Sui social fecero una sorta di challenge sulle 75 volte coltellate e per me è stato traumatico da vedere perché non credevo fosse una buona idea.

Quali frasi hai citato della premier Meloni nello spettacolo?
Le parole della premier scaturiscono nello spettacolo un momento di grande ilarità perché quando compare la sua voce ci sono i ballerini in scena che fanno il labiale e questo basta per far ridere. Poi c’è anche l’audio di Tajani quando ha dichiarato che si augurava per la guerra in Iran finisse dicendo ‘basta missili, basta droni si può vivere in pace senza bombe’. Ecco quella frase lì mi faceva molto ridere perché era detta con una tale serietà che sembrava dicesse le cose più importanti del mondo.

Uno spettacolo sull’attualità non corre il rischio di “scadere” per l’arrivo di altre notizie?
È lo stesso interrogativo che ci siamo posti noi. Però alla fine abbiamo trovato degli strumenti drammaturgici attraverso l’improvvisazione, attraverso dei dialoghi che cambiano ogni volta, attraverso le strutture coreografiche che ci permettono di parlare dell’attualità.Dunque questo dispositivo coreografico ci permette di rimanere attuali ogni volta.

Perché intitolare lo spettacolo meme?
È la capacità di una notizia di trasformarsi nel tempo attraverso un utilizzo più o meno ironico. Un mezzo democratico, non vincolato ai media istituzionali o privati.

Ad esempio?
Ricevo la notizia che Trump ha detto l’ennesima cazzata ad un certo punto, queste sue frasi le rielaboro in un senso che per me è accessibile alla cerchia che ho intorno, poi passa all’amico, dell’amico dell’altro amico e tutto si amplifica. Tipo il telefono senza fili. E poi è ‘democratico’.

Perché?
‘Colpisce’ tutti, anche mia mamma e mio papà sono ‘vittimeì dei meme e li usano È chiaro che poi diventa uno strumento anche di elaborazione interna per rendere una notizia più ‘digeribile’ e per parlarne ad una vasta platea.

Cosa ha rappresentato per te “Amici”?
Mi ha dato una grande mano. Quando sono andato ad ‘Amici’ era il periodo del Covid, quindi non stavo lavorando. Sebbene stessi facendo i primi passi come ballerino professionista, mi sono dovuto fermare per il lockdown. Da lì mi si è posta la possibilità di entrare nel programma tramite le solite audizioni, pensavo fosse l’unica possibilità per avere una visibilità, in un momento così difficile.

Cos’è successo dopo?
Sono ritornato a fare quello che facevo prima, ma con un con un quantitativo enorme di proposte che arrivavano.

Qual è stato il tuo bilancio personale?
È stata un’esperienza molto grande e sicuramente in parte formativa Dall’altra parte però il problema della televisione è che ti ‘solidifica’, ti ‘cristallizza’ in un’immagine molto precisa. La difficoltà che ho incontrato in questi anni è proprio quella di scostarmi il più possibile da quell’immagine che si era cristallizzata. Sono passati sei anni fa, sono cambiato e sono evoluto grazie anche alle esperienze maturate sul campo, l’incontro con professionisti e coreografi.

Che immagini sarebbe rimasta “ferma” di te dai tempi di ‘Amici’?
È passata l’immagine di me che io fossi un ragazzo abbastanza timido, molto gentile, molto educato che stava un po’ sulle sue e che gli piaceva Spider-Man. Queste cose sono in parte vere però non è la totalità della mia persona.

Chi sei oggi?
Non è vero che sono solo timido, come non è vero che sono una persona che sta per le sue. Ho molti amici, faccio le mie cazzate, faccio le mie cose da persona di 29 anni. Quindi non è bello quando le persone si rapportano A te, pensando che tu sia una cosa sola, quando in realtà tu sei una moltitudine di aspetti.

Quali sono i tuoi obbiettivi?
Sognare veramente in grande. Ci sono due cose che vorrei accadessero nella mia vita professionale: costituire una compagnia statale che abbia sede a Padova. Vorrei dare da mangiare e sostenere gli artisti che sono dentro la compagnia in un modo solido, serio, continuativo, cosa che in Italia pare essere molto difficile. Ma diciamo che questo non è un sogno irraggiungibile.

E il secondo sogno?
Diventare il nuovo direttore artistico delTanztheater Wuppertal Pina Bausch, uno dei teatri più importanti del mondo per quanto riguarda il teatro danza. Ho fatto un’esperienza come danzatore qualche mese fa lì è stato magnifico e l’ex direttrice artistica Pina Bausch, scomparsa nel 2009, è stata la mia più grande ispirazione e quindi mi ha letteralmente cambiato la vita,.

Ad ‘Amici’ avevi stretto molto con Giulia Stabile vi sentite ancora?
Certo. Ha fatto il tour con Rosalia e sono felicissimo per lei. Sta lavorando con coreografi molto interessanti del mondo della danza contemporanea che sono veramente dei geni assoluti e vedere associata Giulia ad un artista così popolare come Rosalia è veramente uno spettacolo.

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