Mondiali, ancora problemi per l’Iran negli Stati Uniti: “Ci hanno concesso meno di 16 ore, interrotti gli allenamenti a metà”
L’allenatore dell’Iran, Amir Ghalenoei, ha affermato che la sua squadra sta continuando a subire un trattamento ingiusto da parte degli Stati Uniti, paese ospitante, ai Mondiali, a causa delle restrizioni di viaggio e del rifiuto dei visti. “Avevamo bisogno di 24 ore (a Los Angeles), ma ce ne hanno concesse meno di 16, ed è per questo che abbiamo dovuto interrompere gli allenamenti a metà. Queste limitazioni ci hanno reso le cose molto difficili”, ha dichiarato il ct iraniano che comunque resta ottimista sul fatto che la Fifa riuscirà a convincere gli americani ad allentare alcune di queste restrizioni per la terza partita della fase a gironi, in programma la prossima settimana.
Mondiali 2026, la classifica dei gironi aggiornata
Mondiali 2026, la classifica marcatori in diretta
L’Iran è tornato nell’area di Los Angeles sabato per la seconda partita contro il Belgio, in programma oggi. Ghalenoei ha inoltre lanciato un appello alle altre squadre e agli allenatori partecipanti ai Mondiali affinché si esprimano contro il trattamento riservato alla nazionale iraniana. “Ho posto una domanda agli altri 47 allenatori, e nessuno di loro mi ha risposto“, ha affermato. “Siamo qui per il calcio, non per la politica, e lo ripetiamo. Le nostre rimostranze riguardano il modo in cui si sono comportati con noi. Non ho sentito nulla dagli altri allenatori (ai Mondiali), e sono sicuro che siano impegnati a preparare le loro squadre e non ci aspettiamo certo che reagiscano. Ma se avessi visto un’altra squadra essere trattata come noi, avrei detto qualcosa”.
La nazionale iraniana sta operando nel rispetto delle restrizioni di viaggio imposte dagli Stati Uniti, che hanno dichiarato guerra all’Iran il 28 febbraio. Alla squadra è stato imposto di volare negli Stati Uniti il giorno prima della partita e di tornare immediatamente dopo al proprio centro di allenamento a Tijuana, in Messico. Sabato pomeriggio, dopo il breve volo da Tijuana, la nazionale iraniana si è allenata nello stadio dei Los Angeles Galaxy a Carson, nella periferia di Chicago. “Non si può negare che la nostra situazione sia stata diversa da quella delle altre squadre – ha dichiarato il centrocampista iraniano Saeid Ezatolahi -. Tutte le altre squadre sono riuscite a concentrarsi sulla pianificazione, mentre noi abbiamo dovuto dedicare tantissimo tempo agli spostamenti“.
Mondiali 2026, i gironi e il nuovo regolamento
Calendario Mondiali: date e orari, dove vedere le partite in tv
L’albo d’oro dei Mondiali
Ghalenoei si è detto ottimista sul fatto che gli USA permetteranno alla nazionale iraniana di recarsi a Seattle la prossima settimana con due giorni di anticipo rispetto all’ultima partita del girone contro l’Egitto. “Per la terza partita ci hanno detto: ‘A Seattle potete fare quello che volete‘”, ha affermato Ghalenoei. “‘Potete comportarvi come volete e potete arrivare prima’. Ma il mio problema è: perché non ci hanno permesso di arrivare prima anche per le prime due partite? So che per l’ultima partita ci hanno permesso di prendere le nostre decisioni in merito all’organizzazione del viaggio. Ma purtroppo per le prime due partite, sono stati altri a decidere per noi in merito alle tempistiche“.
L’allenatore ha detto che la Fifa ha trascorso gran parte della giornata di venerdì cercando di convincere il governo americano a permettere all’Iran di volare a Los Angeles quel giorno stesso. Ghalenoei ha atteso al telefono l’approvazione per recarsi all’aeroporto, ma le trattative non hanno avuto successo.”Ci hanno detto: ‘Ci dispiace, non siamo riusciti a farlo'” – ha affermato Ghalenoei – “E questo ci influenzerà a livello mentale, soprattutto perché come allenatore voglio concentrarmi sugli aspetti tecnici“.