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“Sono un giudice corrotto e corruttibile, mi piacciono entrambi gli aspetti, ma è colpa di Fabri Fibra. Al pubblico piace ridere, in fondo siamo un Paese di buzziconi”: così Guè new entry in “Nuova Scena”

A FqMagazine Fabri Fibra, Geolier e Rose Villain e la novità Guè

di Andrea Conti

Al via la terza stagione di “Nuova Scena”, il rap show prodotto da Fremantle, che torna su Netflix con la nuova stagione ogni lunedì, a partire dal 22 giugno. Nove episodi, uno in più rispetto alle edizioni precedenti. In giuria confermati Fabri Fibra, Geolier e Rose Villain a cui si aggiunge Guè.

Guè viene soprannominato “giudice corrotto” e lui ci spiega: “Sono corrotto e corruttibile, mi piacciono entrambi gli aspetti. Ho visto che anche la puntata è stata molto comicamente costruita attorno a questa frase, che tra l’altro è nata da Fibra, quindi forse… È sempre colpa di Fibra. Siamo entrati con un’ironia che mi contraddistingue in questo show, che era troppo serio con loro tre, quindi insomma hanno chiamato un buffone. Siamo entrati così, insomma, con leggerezza”.

E sul livello dei concorrenti di quest’anno il rapper è rimasto “stupito in positivo. C’è anche del sensazionalismo e potenzialità virali. Siamo qua a fare discorsi, però poi alla gente piacciono le cose che fanno ridere, no? Se ci pensi, specialmente in Italia, siamo un po’ un Paese di buzziconi. Invece devo dirti che ho trovato varie sfaccettature dell’hip hop e quindi giustamente si è parlato di linguaggio, di denunce, di storie personali. Io sono sempre stato un tipo di rapper molto attento all’uso delle parole, alla tecnica, alle immagini. Ho costruito tutta la mia carriera su questo. E devo dire che ho trovato degli artisti che erano molto hip hop cioè che riuscivano ad arrivare a intrattenere attraverso questi elementi che sono poi sono dei capisaldi per me, per come io intendo il rap. Ho visto un livello basso, ma anche alto. Mi è piaciuto vedere anche dei ragazzi che usavano anche un linguaggio senza tempo, senza dover rincorrere per forza ai trend più nuovi che hanno un po’ saturato il mercato. Ho trovato interessante vedere tanti talenti di seconda generazione, così come vedere tante artiste donne”.

Fabri Fibra in questa stagione nei giudizi è particolarmente dritto e ficcante: “Semplicemente ci sono degli artisti che per quel che mi riguarda non mi arrivano. C’è anche una cosa personale. Io ho visto anche la serie ‘Le Nouvelle Ecole’ francese e ‘Rhythm + Flow’ americana, in questo nostro show rap però alla base c’è la voglia di trovare comunque qualcosa di nuovo. Questo per me è molto importante. Quindi ogni volta che arriva qualcosa di già sentito a prescindere che il rapper sia bravo tecnicamente che abbia una bella presenza che abbia una bella voce però se io l’ho già sentito, rifacendomi un po’ ai canoni dello show allora faccio notare che è qualcosa di già sentito. Tutti e quattro credo che, a suo modo, siamo selettivi tutti”.

Tra gli aspiranti rapper c’è chi fa tre lavori, chi viene dallo spaccio, ci sono delle storie importanti. “Io credo tantissimo nel raccontare le proprie storie. – ha spiegato la neo mamma Rose Villain – Nella musica si veicolano lo sfogo, la ribellione, l’aprirsi come il rap che, da sempre, è forma di denuncia”.

All’interno della terza stagione si apre anche un dibattito tra i rapper che parlano in dialetto, specie in napoletano. “Ma guarda, io non ho mai cantato in italiano, – ha dichiarato Geolier -, non ho mai fatto nulla in italiano, però mi capiscono tutti. Però sono d’accordo con quello che dice Fibra che afferma quanto sia importante però per un rapper farsi comprendere da tutti. Ci sono due tipi di linguaggio: quello corrente e quello sentimentale, che è il napoletano. Il dialetto in qualche modo ti ‘arriva’ dentro pancia. Quindi questi ragazzi che portano il dialetto, che sia napoletano, che sia calabrese, che sia pugliese e addirittura milanese, come è succeso, riuscivano a trasmettere comunque il sentimento. È una cosa che il dialetto ti permette di fare”.

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