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Maturità 2026, Alberto Pellai promuove le tracce dei temi: “Argomenti che hanno a che fare con l’analisi di questi tempi e la fatica di crescere in quest’epoca. La meraviglia? È l’antidoto all’ansia”

Lo psicoterapeuta Pellai commenta le tracce della Maturità 2026: "La meraviglia è l'antidoto all'ansia e alla paura"
Maturità 2026, Alberto Pellai promuove le tracce dei temi: “Argomenti che hanno a che fare con l’analisi di questi tempi e la fatica di crescere in quest’epoca. La meraviglia? È l’antidoto all’ansia”
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“Sono piacevolmente sorpreso dal fatto che la maggior parte dei temi proposti prendono spunto da concetti che avevo trattato nel mio libro “Allenare alla vita”. Sono argomenti che hanno a che fare con l’analisi di questi tempi e la fatica di crescere in quest’epoca”. A promuovere le proposte della tipologia C (attualità) e B (argomentativo) della Maturità 2026 è Alberto Pellai, medico, psicoterapeuta, ricercatore e scrittore italiano.

Il testo tratto da Mario Calabresi,Alzarsi all’alba” è particolarmente piaciuto a Pellai: “E’ una riflessione importante da fare in età evolutiva. E’ uno dei temi con i quali i ragazzi si devono confrontare con i loro genitori e gli adulti. Siamo in un momento storico in cui dobbiamo decidere se alzare o meno ancor più l’asticella: il rischio enorme dell’Intelligenza artificiale è proprio quello di togliere la fatica nel cercare le risposte”. Lo psicoterapeuta è convinto che “togliere la fatica contrasti con la ricerca della gratificazione istantanea”. Il suo pensiero va allo sport, tema che anche i ragazzi potrebbero aver preso come riferimento per affrontare la traccia: “La competenza dell’atleta è basata sulla capacità di fare fatica e il doping è proprio espressione dell’anti-fatica”.

Promosso da Pellai anche il testo di Wenke Husmann pubblicato sulla rivista “Internazionale” con il titolo “Funziona a meraviglia” a gennaio 2026: “La meraviglia – dice Pellai – è l’antidoto all’ansia, alla paura. Di fronte all’ignoto puoi sentire di essere respinto o attratto ma se ci entri dentro vai a cercare la meraviglia. Quest’ultima è una grande spinta alla crescita”.

Pellai si entusiasma anche per i riferimenti alla natura che riporta il testo dell’autrice: “La meraviglia oggi è stata sostituita dall’ipereccitazione. Quando un ragazzo entra in una piattaforma fa ciò che fanno tutti gli altri, non scopre niente di nuovo. La meraviglia ha a che fare con la multisensorialità, una pratica ben nota ai bambini”. Infine, la proposta tratta da Frank Furedi: “I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere “. Nell’analisi proposta ai ragazzi si cita proprio il termine “adultescenti” e si chiede agli studenti di commentarlo: “E’ una bella occasione per raccontare le fragilità a specchio, quelle dell’adulto. Un modo per parlare dell’“adultescenza” che sconfina in un tempo regressivo anziché evolutivo. In questo tema in molti – precisa Pellai – potranno ribadire perché hanno bisogno di veri adulti”.

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