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Maturità 2026, la diretta: i temi e le tracce della prima prova scritta. Pavese e Brancati per l’analisi del testo, l’Assemblea Costituente con il discorso di Saragat per il tema argomentativo – LE FOTO

Al via oggi gli esami di Maturità, con la prova scritta di italiano. Sono 527.747 gli studenti che si cimentano a partire dalle 8:30 nella prima prova, uguale per tutti gli indirizzi scolastici
Maturità 2026, la diretta: i temi e le tracce della prima prova scritta. Pavese e Brancati per l’analisi del testo, l’Assemblea Costituente con il discorso di Saragat per il tema argomentativo – LE FOTO
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L’analisi delle tracce della prima prova

Cesare Pavese, Vitaliano Brancati, Mario Calabresi sono alcuni dei protagonisti delle tracce della prima prova di Maturità, il tema di italiano. Anche quest’anno, il Fatto.it ha pubblicato i diversi argomenti che gli oltre 500mila studenti si trovano ad ad affrontare nel primo giorno d’esame. L’analisi del testo di Cesare Pavese è la poesia ‘Passerò per Piazza di Spagna‘, mentre il brano oggetto dell’analisi del testo di Vitaliano Brancati è tratto dall’opera “I piaceri”.

Uno dei temi di attualità è incentrato su ‘Il concetto di fatica’, utilizzando come spunto un brano del giornalista Mario Calabresi, tratto dal suo libro ‘Alzarsi all’alba’, un altro ruota attorno al concetto di ‘Incanto‘. La fonte è un articolo della giornalista Wenke Husmann, dal titolo ‘Funziona a meraviglia’, apparso sulla rivista ‘Internazionale’ nel gennaio 2026.

E ancora, il tema al centro di una delle tracce di testo argomentativo (B1) è l’Assemblea Costituente, con un brano tratto dal discorso di insediamento del Presidente Giuseppe Saragat. La traccia di testo argomentativo (B2) parte da un brano del giornalista e scrittore Piero Bianucci, tratto da ‘Te lo dico con parole tue. La scienza di scrivere per farsi capire’. Che stimola delle riflessioni su storie di creatività scientifica. Mentre la traccia di testo argomentativo (B3) affronta il tema delle ‘Frontiere’. Lo spunto di partenza è un passaggio di un’opera del sociologo Frank Furedi, ‘I confini contano. Perché l’umanità deve riscoprire l’arte di tracciare frontiere’.

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    Anche Pupo ha fatto la maturità: “Sono qui perchè mi spinge la voglia di nuove sfide”

    “Sono qui perchè mi spinge la voglia di nuove sfide come è nel mio carattere, nel mio dna, mi spinge anche la voglia di fare un regalo postumo ai miei genitori che ci tenevano che mi laureassi, è un grande stimolo anche questo. Ho raggiunto traguardi professionali e soddisfazioni e questo è un traguardo personale che ha il sapore di una sfida che mi dà tante motivazioni. Ho scelto Scienze Umane: è più nelle mie corde anche perchè vorrei continuare con una laurea in Scienza delle comunicazioni poichè si affrontano le tematiche dell’antropologia, la filosofia, la storia dell’arte, il mondo, la modernità la globalizzazione. Questo diploma servirà a me stesso per aumentare autostima e fiducia”. Così all’Ansa Enzo Ghinazzi in arte Pupo tra i maturandi che sta affrontando in queste ore l’esame di Stato. Dopo aver lasciato il liceo scientifico a 16 anni per dedicarsi alla musica, l’artista ha deciso di tornare sui banchi di scuola e diplomarsi presso l’Istituto Minerva di Roma.

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    Il costituzionalista: “Il tema su Saragat non facile ma importante”

    “Un tema che forse tutti aspettavano, non facile, ma importante”. Lo dice la costituzionalista Maria Agostina Cabiddu, ‘finita’ tra le tracce della maturità 2024. “Mi aspettavo una traccia sulla Costituzione, al discorso di Saragat però non avevo pensato”, afferma. Oltre agli 80 anni della Repubblica e dell’Assemblea Costituente che ricorrono quest’anno, per Cabiddu ha “giocato un ruolo” nella scelta della traccia “anche il referendum sulla giustizia che ha visto un’ampia partecipazione di giovani che hanno così dimostrato che non sono ‘gli sdraiatì di cui si è parlato in anni più o meno recenti”. “Se coinvolti, se sollecitati, i ragazzi partecipano, si informano”. “La democrazia non è solo un rapporto tra maggioranza e minoranza, ma tra uomo e uomo – spiega Cabiddu – Un passaggio in cui viene sottolineato che gli italiani si stanno dotando da sé di una Carta Costituzionale, la stanno scrivendo”.

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    La figlia di Saragat: “La traccia sulla Costituente una scelta magnifica”

    “È una scelta che mi fa molto piacere, direi una scelta magnifica. È senz’altro positivo che un discorso così alto e importante di mio padre, pronunciato agli esordi della Repubblica, sia stato portato all’attenzione degli studenti. Il suo messaggio era importante allora e lo è ancora oggi”. Lo ha detto Ernestina Saragat, 98 anni, figlia dell’ex presidente della Repubblica Giuseppe Saragat, commentando con l’Adnkronos la scelta ministeriale di proporre una traccia per l’esame di maturità basata sul discorso di insediamento di Giuseppe Saragat alla Costituente, pronunciato il 25 giugno 1946, quando fu eletto presidente dell’Assemblea incaricata di elaborare la nuova Costituzione italiana.
    “Questa scelta è un grande onore per la nostra famiglia, ne siamo molto felici, anche perché è un testo bello e molto attuale. Siamo orgogliosi del discorso di nostro nonno”, hanno detto all’Adnkronos i nipoti dello statista socialdemocratico Augusto, Giuseppina e Pietro Santacaterina, figli di Ernestina Saragat. “Questo tema della maturità, speriamo, offra l’opportunità di riscoprire la figura di nostro nonno, che per noi familiari è sempre presente ed è un punto di riferimento – hanno aggiunto i nipoti – Siamo molto contenti e felici di questa scelta anche per nostra madre, che affiancò il padre nelle visite ufficiali dal 1964 al 1971, dato che quando divenne presidente della Repubblica nostra nonna Giuseppina Bollani era già deceduta da oltre tre anni. Nostro nonno è sempre nei nostri pensieri”.

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    Il commento dei presidi: “Tracce ricche tra dimensione interiore e impegno civile”

    “Le tracce scelte per l’esame di maturità 2026 restituiscono un quadro particolarmente ricco e maturo. Il dialogo che si stabilisce tra la riflessione interiore proposta da Pavese e Brancati e la dimensione civile richiamata dal discorso di insediamento di Saragat all’Assemblea Costituente invita i nostri ragazzi a interrogarsi non solo su chi sono, ma su come si costruisce una comunità. Nella stessa direzione vanno le proposte argomentative su comunicazione, confini e identità e i temi di attualità sulla fatica e sull’incanto: tutte offrono agli studenti spunti di riflessione autentici in un tempo segnato dall’accelerazione e dalla frammentazione e chiedono loro non solo competenze ma pensiero critico e capacità di lettura del proprio tempo. È un percorso che i dirigenti scolastici, insieme ai docenti, accompagnano a costruire con responsabilità in ogni fase dell’anno”. Così il presidente dei presidi di Anp Antonello Giannelli, che continua: “Proprio perché le tracce di quest’anno chiamano i ragazzi a interrogarsi su sé stessi e sul mondo che li circonda, la maturità ne esce confermata come molto più di un esame: è un momento di passaggio, una tappa simbolica che segna la conclusione di una stagione fondamentale della vita e l’apertura verso nuove esperienze di studio, di lavoro e di vita. È il tempo in cui si raccolgono i frutti dell’impegno profuso e si guarda al futuro con aspettative, speranze e, talvolta, comprensibili incertezze. Per questo invito i giovani ad affrontare questa prova con fiducia in sé stessi e nel percorso compiuto e rivolgo un sentito ringraziamento, insieme a un augurio di buon lavoro, ai dirigenti scolastici e ai docenti impegnati nelle commissioni d’esame che, con competenza, equilibrio e senso delle istituzioni, garantiscono il corretto svolgimento di questo importante appuntamento”. 

  • 10:55

    Il cardinale Ravasi: “La maturità non è soltanto un esame, ma una soglia”

    “La maturità non è soltanto un esame, ma una soglia. Si chiude una stagione di volti, attese e scoperte e se ne apre un’altra ancora da scrivere. Ai giovani che oggi iniziano questo cammino, l’augurio di custodire la curiosità e non smarrire i propri sogni”. Lo scrive su X il cardinale Gianfranco Ravasi, presidente emerito del Pontificio Consiglio della Cultura.

  • 10:17

    Nel duomo di Bolzano accese 560 candele per i maturandi altoatesini

    Complessivamente 560 candele sono state accese stamattina in Duomo a Bolzano per i maturandi altoatesini che affrontano l’esame finale. Anche amici, genitori, nonni, fratelli e sorelle hanno partecipato alla prima in Alto Adige dell’iniziativa “Be Blessed!” (sii benedetto/a), che si svolge da anni in Austria e che prevede, oltre all’accensione delle “candele della maturità”, l’invio di messaggi di augurio e benedizione personali via whatsapp a studentesse e studenti. L’iniziativa sperimentale ha superato nettamente le aspettative degli organizzatori. Alle 7, il vescovo Ivo Muser e alcuni collaboratori hanno acceso le candele. Contemporaneamente i messaggi di benedizione personalizzati sono stati inviati sui cellulari degli studenti. La proposta vuole accompagnare i giovani nel primo giorno degli scritti della maturità, mostrare loro che c’è chi li pensa e augurare successo all’esame. Al progetto hanno potuto iscriversi non solo gli studenti ma anche genitori, nonni, fratelli e sorelle, amici e insegnanti. La risposta in Alto Adige è stata nettamente superiore alle aspettative: complessivamente sono state registrate 560 iscrizioni, tra cui appunto familiari e persone care che hanno voluto incoraggiare i maturandi anche in questo modo.
    Il vescovo Ivo Muser definisce l’iniziativa un connubio tra vicinanza personale, preghiera e comunicazione moderna: “Le candele e i messaggi di benedizione sono un segno che i giovani non sono soli nel loro cammino. La candela accesa è un segno di protezione e di preghiera per i nostri maturandi”, ha sottolineato monsignor Muser. L’iniziativa vuole trasmettere ai giovani, in una fase importante della loro vita, un messaggio chiaro: non sono solo o sola, non dipende tutto da me, c’è chi prega per me.