“Bisogna toccare il fondo per riemergere, ma toccarlo veramente. E poi scavare fino a quasi arrivare alla Cina. E nel mentre: tanta fatica. In meno di un anno ho perso tutto. Il lavoro, un matrimonio. La Pozzolis Family è solo un ricordo e non è facile. Ero a Roma lontano da tutto, nel periodo più buio della mia vita. Ero ormai indifferente alla gioia. Io la leggerezza non sapevo più che cosa fosse”.
Ammettere il proprio disagio psichico nell’arena semplificatrice e polarizzata dei social network richiede coraggio. Gianmarco Pozzoli, cinquantaquattrenne comico milanese noto al grande pubblico per il progetto “The Pozzolis Family” – chiuso a seguito della separazione dall’ex moglie Alice Mangione, annunciata a luglio 2025 –, lo ha fatto attraverso un video pubblicato sui suoi canali. Il filmato, diventato virale in poche ore, non è solo una confessione intima del punto più basso della sua esistenza, ma un lucido appello ad affrontare senza reticenze la salute mentale.
Il buio e il crollo fisico
Senza l’ironia che ne ha sempre caratterizzato la comunicazione, Pozzoli ha ripercorso i mesi successivi alla fine del matrimonio. Un periodo descritto come una discesa in un abisso emotivo, aggravata da un contesto storico angosciante e incerto. “Ho perso 14 kg, sono sparito dal web e anche per i miei figli ero la brutta copia indebolita del loro padre. Una grave forma di depressione mi ha accolto di notte e ha cominciato a mangiarmi da dentro e non se n’è andata per tre interminabili mesi”. La narrazione scende nel dettaglio dei mesi trascorsi nella Capitale, in uno stato di totale alienazione dalla propria vita e dai propri affetti. Pozzoli ricorda: “Mi aggiravo come uno zombie per Roma, una città che amo profondamente, ma che in quel periodo neanche riuscivo a vedere e a godermi. Ero una foglia morta che rotolava per le strade. Solo il palco mi ridava per qualche ora un’apparente vitalità. Ma fuori da lì ero vuoto, smarrito, finito”.
Il ricovero in clinica
La svolta è arrivata grazie al supporto della rete di amicizie professionali. “Grazie all’insistenza di alcune persone che mi hanno sostenuto e mi sono state fisicamente vicine, parlo di Sara Novarese di Nido di Ragno e Marco Rampoldi, mi sono fatto ricoverare al San Raffaele Turro“, struttura milanese d’eccellenza per la cura della salute mentale. L’attore descrive la degenza come un confronto brutale ma salvifico con il dolore altrui. “Lì ho visto da vicino altre persone che, in maniera anche più seria e da molto più tempo, non riuscivano più a sorridere e a godere della luce del sole, non riconoscevano più il dono della vita. I nostri letti erano le nostre grotte nelle quali rifugiarsi. Alcuni di loro si sono ripresi. Altri continuano la loro battaglia contro la depressione”.
L’appello: “Agite subito, non fate il mio errore”
La lucida ammissione del proprio ritardo diagnostico rappresenta il cuore del messaggio del comico rivolto ai propri follower. “Durante quei tre interminabili mesi ho commesso un grave errore: non ho contattato immediatamente uno specialista per iniziare una terapia. Non fatelo, agite subito”. Pozzoli chiude il video raccontando la risalita, avvenuta grazie al supporto farmacologico e terapeutico, e rivolgendo un monito preciso: “Poi ho preso dei farmaci corretti e sono stato aggiustato da uno specialista che m’ha rimesso in sesto. Più forte di prima, più ottimista, presente con i figli e aperto con le persone. Ora sto bene, sono felice e sono tornato più solido di prima. Non fate l’errore di sottovalutare un malessere mentale, un’idea che si radica nella vostra mente distruggendo giorno dopo giorno la vostra autostima. Intervenite il prima possibile. Fatevi aiutare. Fatelo per voi, i vostri figli e i vostri amici. Non fate il mio errore, non perdete tempo, vi meritate di essere felici subito”.
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