“Ho deciso di rompere questo silenzio, poiché il limite del tollerabile è stato ampiamente superato, e lo faccio unicamente attraverso queste righe”: dopo 22 anni, Kevin Pipitone ha deciso di intervenire pubblicamente per la prima volta sulla vicenda di sua sorella Denise. Fu davanti ai suoi occhi che la bimba fu rapita, ad appena quattro anni, il primo settembre del 2004 a Mazara del Vallo, in provincia di Trapani. I due fratellini stavano giocando sul marciapiede davanti casa della nonna.
Le parole di Kevin
Il figlio di Piera Maggio e di Tony Pipitone ha affidato il suo lungo sfogo ai social per esprimere il proprio dissenso nei confronti del padre (contro cui in passato aveva già combattuto una battaglia legale per il mantenimento). Ecco le sue parole: “Mi trovo, purtroppo, a osservare persone che oggi si proclamano “padri”, dimenticando l’assenza – sia emotiva che economica – che ha caratterizzato il loro passato. È doveroso ricordare che chi non ha mai provveduto al mantenimento dei propri figli oggi non può arrogarsi certi titoli”. Quella del mantenimento è una questione emersa dopo il divorzio tra Piera Maggio, la madre di Denise e Tony Pipitone che è il padre putativo della bambina scomparsa. Perché Denise, li ricordiamo, è nata da una relazione extraconiugale tra la Maggio e Pietro Pulizzi quando entrambi erano già sposati rispettivamente con Tony Pipitone e Anna Corona.
Il messaggio di Kevin per Pulizzi
Ed è proprio a Pulizzi che Kevin (che a differenza di Denise é il figlio naturale di Tony Pipitone) si rivolge: “Al contrario (di Pipitone, ndr), Pietro Pulizzi ha sempre agito con dedizione, senza mai chiedere nulla in cambio, mosso esclusivamente da un autentico legame affettivo. Se oggi dovessi cercare un esempio di cosa significhi essere un vero padre, saprei esattamente a chi guardare. Denise ed io siamo stati cresciuti da nostra madre e non diversamente, alla quale vedo oggi mancare di rispetto con inaccettabile continuità. A chiunque pretenda di cercare mia sorella, dico innanzitutto di rispettare prima nostra madre, colei che ci ha messo al mondo”.
Le ultime iniziative
Il fratello di Denise scrive ancora di non condividere “il senso di iniziative che, nei fatti, sembrano finalizzate solo a colpire le vere vittime di questa tragedia, sacrificando il dolore sull’altare dell’esposizione mediatica. Invito chiunque si muova in tal senso a guardare innanzitutto alle proprie dinamiche familiari anziché intrufolarsi in quelle altrui”. Di quali iniziative parla Kevin? Con ogni probabilità si rivolge ancora a suo padre che da qualche tempo chiede di riaprire le indagini sul sequestro e che di recente ha annunciato novità sul caso. Solo pochi giorni fa, Tony Pipitone aveva parlato di una “grandissima novità” nel caso con queste parole: “Entro fine dell’anno penso che qualcosa si saprà di buono. Almeno una prima verità, visto che in tutti questi anni non c’è stato nulla”. E l’uomo aveva lanciato un appello alle “persone che hanno fatto questo atto orribile per ritrovare una pista che mi riporti a mia figlia”. Pipitone si è affidato per le sue indagini alla criminologa Antonella Delfino Pesce che mesi fa ha rivelato l’esistenza di un nuovo testimone residente a Milano, fondamentale nel caso della scomparsa di Denise.
L’attacco ai magistrati
Il fratello di Denise non risparmia di esprimere il suo dissenso anche oltre i confini familiari quando scrive ancora: “Leggo poi le esternazioni di ex magistrati del caso che, a distanza di anni, puntano il dito contro la mia famiglia: mi chiedo il perché di tali illazioni proprio ora e non quando avevano il dovere istituzionale di indagare con efficacia. Viene spontaneo domandarsi cosa sia stato realmente operato nel 2004. Credo che ciascuno dovrebbe fare un profondo esame di coscienza, poiché appare evidente che la ricerca di visibilità prevalga spesso sulla ricerca della verità. Molti sembrano aver smarrito il senso di chi siano le vere vittime in questa vicenda”. Con ogni probabilità Kevin sembrerebbe rivolgersi all’ex magistrata Maria Angioni, che pochi giorni fa, ospite su Canale 122 del Gruppo Cusano ha denunciato lacune investigative, parlando di una traccia ematica nelle indagini rimasta senza riscontri. La Angioni ha parlato di questa macchia di sangue, facendo riferimento ai tanti faldoni sul caso di Denise. Secondo l’ex pm, nel fascicolo di indagine su Denise sarebbe emersa una traccia ematica rinvenuta in un luogo ritenuto significativo per le indagini.
Kevin contro Tony
Ma le parole più dure sono infine dirette da Kevin “al signore che oggi rivendica il ruolo di padre”. In particolare Kevin contesta a Tony Pipitone una sua passata dichiarazione in cui l’uomo disse: ‘Denise è nata in un contesto sbagliato e ci sta pure che l’abbiano rapita per questo motivo’. Parole a cui il figlio risponde con una domanda: “Mi chiedo: in quel contesto non viveva forse anche lui? Non vi vivevo io? Perché tali riflessioni non sono emerse prima? Vi è stata una costante volontà di restare estranei alla vicenda, salvo poi tornare sui propri passi, anni dopo, ricordando l’importanza di quel cognome – magari spinti da pressioni esterne – nonostante, in passato, fosse stata espressa chiaramente la volontà di rimanere distanti da tutta la faccenda. Purtroppo la coerenza è un’altra cosa”, dice Kevin accusando dunque il padre di disinteresse nei confronti della sua famiglia e di quanto è accaduto a Denise. Secondo il fratello di Denise: “Le sole vittime di questa vicenda, dopo Denise, sono mia mamma e Piero, non certo colui che, arrivando a un certo punto della sua vita, per sua volontà ha chiuso tutti i ponti che lo legavano a noi. E su questo ho la presunzione di affermare che sicuramente mia sorella sarebbe d’accordo con me. Non permetterò che le mie parole vengano strumentalizzate; servono solo a fissare la realtà che nessuno, meglio di me, ha vissuto. Non sostituitevi a noi”.
La replica dell’avvocato
Stefano Giordano, legale di Antonino Pipitone e dell’Associazione “Bambini Scomparsi nel Cuore”, ha prontamente risposto alle durissime dichiarazioni di Kevin Pipitone. “Le ho lette con il rispetto che si deve a chi porta un dolore difficile, e con la tristezza di chi sa quanto questa vicenda abbia lacerato affetti e legami che nessun processo potrà mai riparare. Ma ho anche il dovere di dire la verità“, scrive l’avvocato.
Il processo di cui parla Giordano è quello a carico di Antonino Pipitone, sulla questione del mantenimento al figlio Kevin, conclusosi con l’assoluzione del suo assistito dall’accusa di “violazione degli obblighi di assistenza familiare”. A denunciarlo era stato proprio il figlio. Scrive ancora l’avvocato di Pipitone: “Io posso testimoniare direttamente che Antonino Pipitone non ha mai smesso di essere padre. Non ha mai smesso di voler bene ai suoi figli. Non ha mai smesso, soprattutto, di cercare Denise”. E ancora, ricorda il ruolo dell’associazione “Bambini Scomparsi nel Cuore” fondata da Antonino Pipitone: “Sta lavorando, sta ottenendo risultati concreti, sta finalmente aprendo strade nuove nella ricerca di Denise. Ed è precisamente in questo momento – non prima, non dopo – che arriva questo attacco”.