Stava facendo una normale spesa al mercato quando sul suo telefono è apparso qualcosa che ha dell’incredibile: un saldo bancario da capogiro, pari a circa 20 miliardi di dollari. Un importo sufficiente a collocarlo, almeno sulla carta, tra le persone più ricche del pianeta. Protagonista della vicenda è Ahmad Jahangard Takalo, 32 anni, residente nella città turca di Van. Un cittadino qualunque che, nel giro di pochi istanti, si è ritrovato proprietario di una fortuna incompatibile con qualsiasi logica bancaria ordinaria.
Secondo quanto riportato da Il Messaggero, tutto sarebbe nato da un malfunzionamento legato alla carta di credito e a un bonifico di origine sconosciuta. Una cifra spropositata, pari a circa un trilione di lire turche, comparsa improvvisamente sul conto senza alcuna giustificazione apparente. Lo stesso Takalo ha raccontato di aver vissuto quei momenti con incredulità, quasi sospeso tra realtà e paradosso. Una situazione che, però, non è durata a lungo.
I conti sono stati infatti subito bloccati dall’istituto bancario, che ha avviato un’indagine interna. La vicenda è poi finita sotto la lente della Masak, l’unità di intelligence finanziaria turca, chiamata a verificare la provenienza e la natura dell’anomalia: “Quando ho visto quella cifra, non riuscivo a capire cosa stesse succedendo. Anche i dipendenti della banca erano sconcertati” , ha raccontato l’uomo all’emittente turca Ntv.
Un patrimonio fantasma e le risposte dell’IA: tra stadi, oro e nuovi Stati
Per qualche ora, la domanda è stata inevitabile: cosa si può fare con una somma del genere? Una curiosità che Takalo ha provato a soddisfare anche rivolgendosi a un’intelligenza artificiale, chiedendo ipoteticamente come potrebbe essere impiegata una ricchezza simile. La risposta, riportata dallo stesso protagonista, ha assunto toni quasi surreali: “Potresti costruire mille stadi, comprare nove camion carichi d’oro o fondare un Paese con una popolazione di 300.000 abitanti”. Oggi, però, quella fortuna resta solo teorica. I conti sono congelati e l’indagine dovrà chiarire se si sia trattato di un errore tecnico, di un’anomalia nei sistemi bancari o di qualcosa di più complesso.