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Ultimo aggiornamento: 14:08

Gli studenti di Termoli in piazza contro i tagli alla sanità in Molise. Il sindaco: “Questa piazza mi ha emozionato”

Il presidio fa parte di una più vasta mobilitazione di protesta contro il Piano operativo sanitario 2026-2028 che proseguirà fino al 17 giugno. Il presidente della Regione ha già annunciato il ricorso al Tar contro il Pos per il Molise
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“Giù le mani dalla sanità. La voce degli studenti”. Con questo slogan centinaia di giovani di Termoli, in provincia di Campobasso, hanno manifestato insieme alla società civile contro il provvedimento del commissario alla sanità che prevede il taglio delle unità di emodinamica all’ospedale San Timoteo. La chiusura costringerebbe molti pazienti a trasferimenti verso altri ospedali regionali o extraregionali anche in condizioni di emergenza cardiovascolare acuta. Il corteo si inserisce all’interno di una più vasta mobilitazione di protesta contro il Piano operativo sanitario 2026-2028 che proseguirà fino al 17 giugno tra assemblee pubbliche, presidi e incontri culturali.

All’iniziativa degli studenti ha partecipato anche il sindaco della città, Nico Balice: “Questa piazza mi ha emozionato tanto perché è una manifestazione che va al di là di qualsiasi colore politico”. Il primo cittadino ha spiegato di conoscere personalmente alcuni dei giovani manifestanti: “Oggi sono qui come società civile, una società che ha al suo interno tante risorse che possono fare bene al territorio”. Il Pos per il Molise, ha generato molte polemiche e anche il presidente della Regione, Francesco Roberti aveva commentato l’11 maggio, annunciando di voler fare ricorso al Tar. Il Piano, firmato dai commissari ad acta per la sanità del Molise, Marco Bonamico e Ulisse Di Giacomo, prevede la riorganizzazione dei servizi ospedalieri, inclusa la chiusura, oltre all’unità di Termoli, anche del punto nascita di Isernia. “In 17 anni – ha detto Roberti – la Regione Molise
ha speso 55 milioni di euro per mantenere la struttura
commissariale senza ottenere alcun risultati, tutti i Piani
adottati negli anni si sono rivelati sbagliati. Abbiamo chiuso i reparti e licenziato i primari e abbiamo anche peggiorato non solo il sistema sanitario, ma
anche i conti. Questa è la dimostrazione che il tavolo tecnico
romano non ha cognizione di quello che fa”.

Di iniziative ce ne sono molte. I giovani termolesi erano già scesi in piazza il 26 maggio, quando circa 300 studenti degli istituti del basso Molise aveva sfilato per la città. Come riporta RaiNews, il corteo era partito da piazza Donatori di Sangue per raggiungere piazza Sant’Antonio, dove avevano incontrato il sindaco Balice. Ancora prima si erano già svolti un presidio davanti all’ospedale San Timoteo e al Consiglio comunale monotematico del 18 maggio. Per manifestare contro i tagli, la società civile ha organizzato un evento anche per il 2 giugno, in occasione della Festa della Repubblica. Alle 18.30, tra Corso Nazionale e via Adriatica, ci sarà l’evento “Festa della Repubblica disarmata”, durante il quale, come spiega TermoliOnline, si discuterà del valore dell’articolo 11 della costituzione, secondo cui l’Italia ripudia la guerra, e quindi della necessità di convogliare i soldi del riarmo verso la sanità, il welfare, la scuola e i servizi.

Sulla questione anche il 28 maggio i cittadini avevano organizzato un presidio pubblico in largo Santoro con lo slogan “Non un euro per le armi. Tutti i soldi per la sanità, i servizi, i territori“. A margine dell’evento, ai microfoni del giornale locale Primonumero, Italo Di Sabato della Casa del Popolo di Campobasso, uno dei movimenti promotori, aveva commentato l’importanza del presidio: “Se non attacchiamo la logica che c’è alla base di questi tagli tra un anno saremo qui a lottare di nuovo per la chiusura di un altro reparto”, perché non riguarda solo Termoli, ma “il diritto alla salute in tutta la regione”. Gli aveva fatto eco con una domanda Antonio De Lellis, del gruppo Pax Christi: “Possibile che le risorse per le armi si trovano sempre, mentre per la sanità ci dicono che i soldi non ci sono?”.

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