“Quando mi innamoro di uno, sono cotta fisicamente. Sennò io non ti tocco e non mi faccio toccare. Ma mi sono innamorata di uno che non era bello”, parola di Stefania Sandrelli.
L’attrice in una intervista a La Repubblica ha ripercorso le fasi salienti della storia con il grande cantautore morto il 24 marzo scorso. “Tutti mi dicevano: ‘Che ci fai con quel bruttone?’. Ma io ero pazza di lui. – ha ricordato – Aveva un corpo delizioso, un bel sedere. E poi c’era la voce. Delicata. Era molto infantile, anche troppo, anche come padre. Amanda me l’ha confermato. Lei ne ha sofferto molto più di me. Penso che un amore più grande del nostro difficilmente possa esistere”.
Ma la storia poi è finita “perché era tutto troppo. Una cosa così non può campare”. Tra l’altro proprio quando i due si mettono assieme, la moglie dell’artista è incinta di Giovannino. “Io Anna non l’avevo mai vista e l’avevo sempre rispettata. – ha continuato l’attrice – Quando mi disse di Giovannino restai allibita. Penso l’avesse fatto per Anna. Per non lasciarla sola. Perché l’aveva ferita con il nostro amore. Pensai ‘questa me la paghi’. E l’ho lasciato io, anche se lui diceva il contrario. Amanda e Giovanni sono cresciuti insieme, si sono voluti bene. Amanda mi preoccupa, ha avuto due grandi perdite a poca distanza. Il dolore ci rende più fragili“.
Poi il tentativo di suicidio di Paoli l’11 luglio 1963: “Lui non mi amava. Sparire dalla vita per una donna non era da lui. Non esiste al mondo uno come te e ti butti via così? Non gliel’ho perdonata. Gli dissi solo: Non mi amavi”.
Il ricordo si fa commosso: “Fino all’ultimo compleanno gli ho scritto una frase poetica. Credo che sia morto per il dolore per la perdita di Giovannino (il primogenito del cantautore è morto all’età di 60 anni a causa di un improvviso infarto, ndr)”.