Senza fissa dimora ucciso a Genova, l’omicidio in pieno giorno all’interno di Villetta di Negro: arrestato 43enne
Omicidio in pieno giorno a Genova, nei giardini del museo Chiossone. All’interno del parco di Villetta di Negro, un senza fissa dimora di 49 anni è stato ucciso, incaprettato e trascinato via da un uomo. Ad assistere alla scena una ragazza, che ha dato l’allarme chiamando il 112.
Sul posto sono intervenuti i carabinieri, che hanno arrestato Camara Cisse, 42enne, originario del Senegal. Da quanto si apprende, l’uomo ha colpito la vittima, Pietro Alberto Paolo, alla testa e al tronco, poi l’ha trasportata esanime fino alla strada. I militari del Nucleo investigativo hanno già acquisito le immagini dalle telecamere di videosorveglianza, dove si vede una lite tra i due e i colpi inferti con una bottiglia. Secondo la ricostruzione del Secolo XIX, l’omicida era già noto alle forze dell’ordine. Quando ha visto i militari, si è scagliato loro contro. La polizia locale ha chiuso gli ingressi del parco.
“In questi momenti il mio pensiero va alla vittima e il mio ringraziamento va alle forze dell’ordine che, grazie al loro immediato intervento, hanno individuato e fermato subito il presunto responsabile e stanno ricostruendo la dinamica di una vicenda che ci colpisce profondamente”. A dirlo è la sindaca Silvia Salis. “Quando una persona muore in condizioni così drammatiche, a maggior ragione se si tratta di qualcuno che vive ai margini, non possiamo limitarci allo sgomento – aggiunge – ma dobbiamo sentire la responsabilità di guardare con ancora maggiore attenzione e cura dove spesso la città non guarda: verso gli ultimi, verso chi vive in strada, verso chi attraversa fragilità estreme. La sicurezza degli spazi pubblici resta una priorità dell’amministrazione, ma insieme alla presenza e al presidio del territorio serve un impegno sempre più forte di intercettare il disagio, la solitudine e l’esclusione sociale. Genova non può e non deve voltarsi dall’altra parte”.