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Sinner fuori dal Roland Garros: perché ha dovuto giocare a mezzogiorno. Il caldo record e la scelta degli organizzatori

Il numero 1 al mondo sconfitto da Cerundolo dopo un crollo fisico dovuto alle temperature record. Il dibattito sull'orario del match e il vero nodo delle regole contro il caldo estremo
Sinner fuori dal Roland Garros: perché ha dovuto giocare a mezzogiorno. Il caldo record e la scelta degli organizzatori
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Jannik Sinner è clamorosamente fuori dal Roland Garros, sconfitto da quello che tutti avevano indicato come l’avversario più pericoloso per il numero 1 al mondo: le sua tenuta fisica di fronte al caldo estremo che si è abbattuto su Parigi in quest’ultima settimana di maggio. Sinner stava dominando il match di secondo turno contro Juan Manuel Cerundolo, prima che un malore improvviso lo mettesse ko al crepuscolo del terzo set, permettendo la rimonta dell’argentino. In molti, subito dopo la sconfitta, si sono chiesti perché gli organizzatori dello Slam parigino abbiano deciso di far giocare Sinner proprio a mezzogiorno e non in orario serale, come era avvenuto nel match di primo turno contro Clement Tabur. Di più, questa sconfitta del numero 1 al mondo riapre anche il dibattito sulle regole del Roland Garros per fronteggiare il caldo record: un tema reso sempre più impellente per via del cambiamento climatico.

Sinner-Cerundolo, l’orario del match

Il match di Sinner contro Cerundolo è stato previsto nella sessione diurna proprio perché l’altoatesino aveva già giocato di sera il primo match a Parigi. È prevista solitamente un’alternanza di slot orari tra i vari giocatori. Resta però una stranezza: Sinner è il primo giocatore del tennis maschile da tre anni a questa parte a essere mandato in campo nel match d’apertura sul campo Philippe Chatrier – il Centrale di Parigi – durante i primi 11 giorni del torneo. L’ultimo precedente infatti è il match tra Casper Ruud e Giulio Zeppieri del 2023. Probabilmente gli organizzatori hanno scelto di far giocare Sinner a mezzogiorno proprio per provare a tutelarlo parzialmente dal caldo.

Alle ore 12 infatti la temperatura non aveva ancora superato i 30 gradi, mentre nel primo pomeriggio – dalle ore 14 circa – sarebbe progressivamente salita fino a oltre 32 gradi. “Sì, faceva caldo ma non troppo per giocare, semplicemente non mi sono sentito bene“, ha infatti sottolineato lo stesso Sinner in conferenza stampa. Proprio dopo due ore di match, però, ha improvvisamente finito le energie. La domanda è naturale: c’erano alternative di orario? Presumibilmente l’unico slot alternativo era il terzo match, che si gioca nel tardo pomeriggio: non è detto però che l’altoatesino avrebbe trovato temperature migliori. Magari, però, avrebbe avuto più tempo per recuperare dopo una notte in cui ha ammesso di non aver dormito bene. Dettagli, coincidenze. Il vero dibattito, semmai, riguarda invece il regolamento. A proposito di emergenza caldo durante gli Slam, c’è un precedente che riguarda proprio Sinner agli Australian Open, quando l’altoatesino entrò in crisi per i crampi. In quel caso era stato attivato l’Extreme Heat Protocol – le misure di sicurezza per proteggere gli atleti dagli effetti del caldo – durante l’incontro: era avvenuta la chiusura del tetto e il match era proseguito normalmente. Sinner riuscì a rimontare e vinse in quattro set, con la polemica dell’avversario Eliot Spizzirri.

Il dibattito sulle regole al Roland Garros

Perché lo stesso protocollo non è stato attivato a Parigi? Perché evidentemente gli organizzatori hanno ritenuto che le condizioni non fossero così estreme. Oggi, giovedì 28 maggio, a Parigi sono previste massime di 34 gradi. In Francia si è registrato un nuovo record di caldo per il mese di maggio, con il rischio che le temperature possano continuare a salire e raggiungere i 39 gradi nei prossimi giorni.

L’emergenza caldo sta quindi riaprendo anche il dibattito sulle regole di tutela per gli atleti. L’Atp ha introdotto nuove norme per il 2026, con cooling break di dieci minuti oltre i 30 gradi e la possibilità di sospendere il gioco sopra i 32 gradi. Il Roland Garros, però – come tutti gli Slam – non segue automaticamente il regolamento Atp perché dipende dall’International Tennis Federation.

Resta quindi in vigore l’Extreme Heat Policy dell’Itf, che lascia al torneo ampia discrezionalità sulle misure da adottare. Gli organizzatori possono decidere di attivare pause per il caldo estremo, sospendere gli incontri o chiudere i tetti dei campi principali Philippe Chatrier e Suzanne Lenglen, trasformandoli in impianti indoor nel giro di 15 minuti. Una soluzione che potrebbe diventare sempre più centrale in un’edizione del Roland Garros già segnata dall’emergenza climatica. Ma che non è stata presa nella giornata di oggi e nel match tra Sinner e Cerundolo, nonostante le temperature record.

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