Nelle Everglades, in Florida, un enorme pitone birmano è stato catturato dopo quella che chi lo ha affrontato ha descritto tutto come una vera e propria lotta nella vegetazione fitta e nell’acqua bassa delle paludi. Come riportato da Il Messaggero, per bloccarlo è servita più di un’ora di lavoro nella palude, in condizioni tutt’altro che semplici. Le immagini diffuse sui social da Elliott Totten, responsabile dell’intervento, mostrano la difficoltà dell’operazione e le dimensioni del rettile. Un esemplare particolarmente grande, capace secondo gli esperti di raggiungere dimensioni tali da poter ingoiare anche animali di grande taglia.
Come riporta anche il quotidiano romano, il pitone birmano è ormai da anni una presenza stabile e problematica nell’ecosistema delle Everglades, dove è diventato un predatore invasivo difficile da controllare. L’animale catturato rientra proprio in questa specie, introdotta in Florida diversi decenni fa a seguito del commercio di animali esotici.
L’invasione dei pitoni birmani
Secondo le ricostruzioni, infatti, tutto ha avuto origine negli anni Settanta, quando il boom di rettili importati come animali domestici ha portato molti esemplari nel Paese. Crescendo rapidamente, diversi pitoni sono stati poi abbandonati o sfuggiti al controllo dei proprietari, finendo nella natura. Eventi climatici estremi, come l’uragano Andrew nel 1992, hanno contribuito ulteriormente alla diffusione della specie.
Oggi il pitone birmano rappresenta una minaccia concreta per l’equilibrio delle Everglades, un’area paludosa estesa per oltre un milione e mezzo di acri nel sud della Florida, dove vivono specie simbolo come alligatori, coccodrilli e la sempre più rara pantera della Florida.
Visualizza questo post su Instagram