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L’inchiesta per corruzione sulle seggiovie in Piemonte: coinvolta anche la Graffer, che ha in mano tre opere olimpiche

Finisce sotto inchiesta il dirigente dell'Agenzia che si occupa della sicurezza degli impianti e ha definito Salvini "il mio ministro preferito". Il fascicolo dei pm di Verbania s'intreccia con quello aperto dalla Procura di Belluno su Socrepes
L’inchiesta per corruzione sulle seggiovie in Piemonte: coinvolta anche la Graffer, che ha in mano tre opere olimpiche
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È finito sotto inchiesta l’ingegnere Pietro Marturano, responsabile della Direzione generale per la sicurezza dei trasporti e degli impianti fissi, il dirigente che ha postato una foto dove è ritratto assieme a Matteo Salvini, accompagnandola con la dicitura “Il mio ministro preferito”. Una perquisizione, con acquisizione di documenti, computer e telefonini, è stata ordinata dal procuratore Alessandro Pepè di Verbania e dalla sostituta Sveva De Liguoro, che hanno aperto un’indagine preliminare sulla gestione e manutenzione di due impianti di risalita in Piemonte. Oltre ai vertici dell’Agenzia Ansfisa che fa riferimento al ministero dei Trasporti, troviamo coinvolto anche Sergio Lima, il titolare dell’impresa bresciana Graffer che a Cortina si sta occupando della costruzione della cabinovia di Socrepes, finita nei giorni scorsi nel mirino della Procura di Belluno per turbativa d’asta, assieme alla Società Infrastrutture Milano Cortina 2026.

Colpo doppio, verrebbe da dire. L’esistenza di un fascicolo aperto a Verbania era trapelata dopo il blitz della Polizia ordinato dal procuratore bellunese Massimo De Bortoli che ha iscritto nel registro degli indagati i nomi dell’architetto Fabio Massimo Saldini, commissario straordinario di Simico, Angelo Redaelli, rappresentante legale di Graffer, e Valeria Cepi, responsabile unico del procedimento dell’appalto di Socrepes. Dopo le perquisizioni effettuate a Roma nella sede di Ansfisa è possibile ricostruire la vicenda maturata in Piemonte, dove è coinvolta anche Vigezzo&friends, la società che gestisce la cabinovia che da Prestinone sale alla Piana di Vigezzo e la seggiovia di Trubbio. I reati ipotizzati a carico di quattro persone (oltre a Marturano e Lima, due dirigenti di V&F) sono quelli di corruzione, falso in atto pubblico e attentato alla sicurezza dei trasporti.

Graffer aveva vinto l’appalto per un intervento di manutenzione dell’impianto, aveva eseguito una parte dei lavori, ma ad un certo punto, non avendo ricevuto quanto chiedeva, si era ritirata. Era così entrata in scena la Leitner di Vipiteno, uno dei colossi mondiali degli impianti a fune, mentre era sorto un contenzioso civile tra Graffer e V&F. Dalle pieghe di quell’appalto da un milione di euro la guardia di Finanza ha trovato elementi per approfondire i rapporti di Graffer con Ansfisa. L’Agenzia ha un ruolo cruciale, perché deve attestare la sicurezza. L’ipotesi di corruzione rimanda a possibili scenari collusivi, sulla cui sussistenza la Procura mantiene il più stretto riserbo. Il reato di falso legato all’attentato alla sicurezza dei trasporti fa pensare che nel mirino siano finite le attestazioni di Ansfisa sui lavori effettuati in Piemonte. V&F rimanda la palla a Graffer, sostenendo che la vicenda nasce dalla precedente amministrazione. “Noi lavoriamo con Leitner, non con la Graffer, che ha gestito diversi impianti in diversi posti, dovete chiedere a loro”.

Il legame tra Graffer e Ansfisa è cruciale anche per quanto riguarda la cabinovia di Socrepes. In tre occasioni dall’Agenzia delle infrastrutture sono arrivate precisazioni a dimostrazione di come, a differenza delle dichiarazioni ufficiali di Simico, le procedure per costruire l’impianto andassero a rilento. A dicembre Ansfisa aveva dichiarato di non aver ancora ricevuto la documentazione richiesta. A febbraio e marzo ha poi confermato di non aver proceduto al collaudo della cabinovia, nonostante Simico abbia presentato il 4 marzo una dichiarazione di fine lavori. In realtà la cabinovia non è ultimata, come dimostrano gli interventi ancora in corso. Socrepes è stata battezzata “la cabinovia che danza sulla frana”, perché insiste su un terreno instabile. La dichiarazione di immunità di frana è stata firmata dalla Regione Veneto solo all’inizio di gennaio, ma subordinata a una serie di prescrizioni che devono essere rese operative da Graffer e assicurate dalla committente Simico.

La doppia inchiesta che coinvolge Graffer potrebbe porre problemi anche per le altre due cabinovie olimpiche che l’impresa è impegnata a realizzare, anche se i cantieri non sono stati avviati. A Bormio ha ottenuto l’appalto da 44,8 milioni di euro con affidamento diretto (visto che le gare erano andate deserte). A Livigno ha, invece, vinto una gara da 55,2 milioni di euro, superando sia Leitner che l’austriaca Doppelmayr. In colpo solo, grazie ai Giochi Invernali, Graffer ha visto moltiplicarsi i propri affari: nel 2024 aveva un fatturato di 8 milioni di euro, adesso ha in portafoglio tre opere per un valore di 132 milioni di euro.

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