La tecnologia che ha svelato il mistero - 2/3
Per risolvere il problema senza danneggiare l’unico esemplare disponibile, i ricercatori hanno utilizzato la tomografia computerizzata a raggi X. Grazie a questa tecnica è stato possibile ricostruire un modello tridimensionale dettagliatissimo dell’animale, osservandone sia la struttura esterna sia quella interna. Questo approccio ha permesso di analizzare caratteristiche fondamentali come la forma dei tentacoli, il numero ridotto di ventose e la struttura interna degli organi. Dettagli che hanno confermato che si trattava effettivamente di una specie mai descritta prima. Secondo la ricercatrice Stephanie Smith, questo tipo di tecnologia è particolarmente prezioso perché consente di “studiare” esemplari rari senza distruggerli, un vantaggio enorme quando si lavora con organismi unici e difficilmente recuperabili.