“E’ davvero importante poterne parlare. Il cancro è dovunque”. Re Carlo III, due anni fa, ha stravolto le regole del protocollo reale dichiarando apertamente di essersi sottoposto ad un intervento di adeguamento della prostata, ingrossata aggiungendo che, in quella circostanza, ha scoperto di essere malato di cancro. Era il 2024 ed il mondo restava senza parole mentre una vera e propria valanga di contatti portavano alle stelle i click sui siti della sanità britannica, con i sudditi alla disperata ricerca di informazioni per capire di cosa si trattasse e se magari poteva capitare anche a loro. L’obiettivo di un sovrano disposto a rendere pubblico il suo stato di salute era stato raggiunto, il paese era stato sollecitato a fare prevenzione e prendersi cura di sé.
Oggi, la malattia non è ancora scomparsa ma convive con un uomo di 77 anni condannato ad un regno fatto di cure e determinazione a non cedere al cancro finché gli sarà possibile. Ogni volta che torna su questo argomento lo fa con la consapevolezza di chi accetta di condividere il suo stato per generare empatia e tenere alta l’allerta di chi sottovaluta l’importanza della diagnosi preventiva. Così, martedì, durante una visita a sorpresa presso l’ospedale di York, a nord est dell’Inghilterra, il re ha incontrato lo staff ed i pazienti che stanno dando vita ad un nuovo centro finanziato dai fondi raccolti dalla organizzazione benefica Macmillan alla quale lui è molto vicino.
Il nuovo Sir Odgen Macmillan Cancer Center aprirà in luglio ma Carlo III ha voluto portare il suo saluto ed incoraggiamento prima, ed è stato proprio mentre scambiava un saluto con una delle persone arrivate ad accoglierlo che ha parlato della malattia.
Louise Rhodes, affetta da cancro al seno, ha contribuito a lavorare sul design e sullo sviluppo del nuovo centro in qualità di rappresentante dei pazienti, insieme alla madre. Come riportato dai tabloid, quando è stata avvicinata dal re gli ha raccontato di suo padre, morto per quella stessa diagnosi nel 2024. Ed è stato a quel punto che Carlo III le ha risposto: “E’ ovunque – aggiungendo – è così importante essere in grado di parlarne”.
Davanti ai volontari dell’associazione benefica, ha poi ringraziato tutti per il lavoro svolto per la causa nobile, aggiungendo: “Sono felice di essere patron da tanto tempo”.
Il sovrano ha affrontato la giornata più calda registrata in un giorno di fine maggio in Inghilterra, con temperature che hanno toccato i 35 gradi, ma non si è tirato indietro. Con un abito grigio chiaro e una camicia bianca, ha stretto mani, dispensato incoraggiamenti e saluti a tutti coloro che si sono avvicinati felici di incontralo nonostante un caldo insopportabile.
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