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Come sta Marco Basoccu, il padre: “Dobbiamo attendere e pregare”. Cosa lo ha colpito? Le indagini e la verità nei video

Il tifoso della Juventus ferito negli scontri a Torino resta in prognosi riservata: cruciali le prossime 72 ore. Dalla bottiglia al lacrimogeno, non viene esclusa nessuna pista
Come sta Marco Basoccu, il padre: “Dobbiamo attendere e pregare”. Cosa lo ha colpito? Le indagini e la verità nei video
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Marco Leonardo Basoccu resta ricoverato in prognosi riservata all’ospedale Molinette di Torino dopo il grave ferimento avvenuto domenica prima del derby tra Torino e Juventus. Il 36enne, commercialista originario del Piemonte ma residente a Milano, è stato sottoposto a un delicato intervento neurochirurgico per un severo trauma cranico da corpo contundente e da allora è in osservazione in terapia intensiva. Intanto prosegue l’inchiesta aperta dalla procura di Torino per chiarire cosa abbia colpito il tifoso juventino durante gli scontri nei pressi dello stadio Olimpico. Gli investigatori stanno analizzando decine di videoregistrazioni raccolte nella zona e non escludono nessuna ipotesi: si indaga sia sulla possibilità che Basoccu sia stato centrato da una pietra o una bottiglia, sia su quella di un lacrimogeno sparato dalla polizia. “Non sappiamo da quale oggetto sia stato colpito”, ha dichiarato il questore di Torino Massimo Gambino a La Stampa, spiegando che sono in corso “approfondimenti investigativi”.

Le condizioni del tifoso: “Dobbiamo attendere e pregare”

Basoccu è ricoverato intubato nel reparto di terapia intensiva dopo l’operazione effettuata dall’equipe di neurochirurgia diretta dal professor Diego Garbossa. La prognosi resta riservata e i medici attendono che trascorrano almeno 72 ore per valutare eventuali conseguenze neurologiche permanenti. “All’una di stanotte ci hanno fatto vedere Marco per pochi minuti, dopo che è rimasto sotto i ferri per tre ore”, ha raccontato il padre Pierluigi a La Stampa. “Ci hanno detto che dobbiamo attendere almeno 72 ore per capire qualcosa in più, non ci resta che pregare e sperare”.

Secondo quanto emerge, il 36enne ha riportato una grave frattura cranica: la calotta è stata temporaneamente asportata per permettere al cervello di decomprimersi e limitare gli effetti del coagulo formatosi dopo il colpo subito. Il padre del tifoso respinge inoltre la ricostruzione secondo cui il figlio sarebbe stato colpito da una bottiglia: “Mio figlio è stato colpito da un lacrimogeno lanciato ad altezza d’uomo che gli ha spaccato la testa”, sostiene fin dal giorno dopo l’incidente, riferendo quanto raccontato da altri tifosi presenti vicino al figlio durante gli scontri. La famiglia respinge anche l’etichetta di ultrà violento: Basoccu viene descritto come un professionista senza precedenti, appassionato di Juventus e frequentatore del gruppo Viking Milano.

L’inchiesta e la verità nei video

La procura di Torino ha aperto un fascicolo per lesioni aggravate e ha disposto anche consulenze balistiche per ricostruire la dinamica del ferimento. Gli investigatori della squadra mobile stanno acquisendo e analizzando decine di filmati registrati dalle telecamere della zona, dagli impianti di controllo viario e dagli esercizi commerciali attorno allo stadio.

Nei video, secondo quanto emerge, Basoccu viene ripreso mentre cammina in piazza San Gabriele di Gorizia durante gli scontri. Poco dopo si accascia improvvisamente al suolo, si rialza per qualche istante e poi cade di nuovo in avanti. Attorno a lui si forma immediatamente un gruppo di soccorritori.

Il punto centrale dell’inchiesta resta capire quale oggetto lo abbia colpito. In quella fase erano in corso sia i lanci di lacrimogeni da parte della polizia sia una violenta sassaiola tra tifosi, che avrebbero utilizzato pietre recuperate vicino ai binari del tram. Per questo, al momento, nessuna pista viene esclusa.

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