Che non abbia peli sulla lingua è risaputo ed è anche il suo punto di forza. L’ex discografica Mara Maionchi ha commentato a tutto tondo alcuni aspetti della musica italiana, durante un intervento al De Core Podcast. Si parte dal “fenomeno” Sal Da Vinci che ha attraversato prima il Festival di Sanremo con la vittoria e poi Eurovision Song Contest 2026.
“All’Eurovision c’è della roba di mia zia, non è così moderno. – ha affermato – Sal Da Vinci è un po’ il canto all’italiana. Anche io pensavo che avrebbe vinto Sanremo, era l’unica cosa precisa. Mi è piaciuto, e poi voglio dire non è che ci fossero i Beatles! ‘Per sempre sì’, due cogli**i. Ma per me, sai io non amo la canzone tradizionale. A Napoli hanno fatto delle robe meravigliose, Sal Da Vinci ha fatto una canzone tradizionale, a Sanremo c’erano delle cose carine, non sufficienti. E ha vinto”.
Poi ha aggiunto: “Non amo tanto la tradizione, se non bellissima. Io amo le cose particolari e sicuramente Sal Da Vinci non lo è, però è una persona perbene. Ha sempre fatto il suo lavoro, per cui perché no?”.
L’ex discografica è rimasta legata a Gianna Nannini e al ricordo di Mango. E su Tiziano Ferro ha aggiunto: “Bello, io mi son divertita anche quando dopo tanto lavoro è arrivato l’incanto del successo. Pensi anche ai soldi per carità, però la cosa che mi aiuta di più è ‘avevo ragione’. Siamo tutti un po’ presuntuosi, ci piace avere ragione”.