Ainett Stephens se la ricordano in tanti perché per un decennio buono, dal 2005, è stata una protagonista della tv italiana. Su tutti, il ruolo di Gatta nera nel programma Il Mercante in Fiera. “I bambini mi mandavano i loro disegni. Mi capita ancora di essere riconosciuta per strada da giovani uomini che ammettono di essersi presi una cotta per me da piccoli”: lo ricorda così quel momento di grandissima notorietà la ex modella 44enne, che al Corriere racconta anche passaggi molto intensi della sua vita.
Nata in Venezuela “di fronte ai Caraibi”, la mamma che era “venditrice di elettrodomestici usati e scultrice, papà insegnante di fisica, chimica, matematica e inglese. Eravamo otto figli”. Da bambina Stephens, che si considera “una rivoluzionaria di destra”, sognava di fare giornalismo d’inchiesta e sulla destituzione di Maduro ha le idee chiare: “Avrei sperato in nuove elezioni rapide, anche perché non mi sembra che sia cambiato molto: la guardia nazionale continua a fermare e ad arrestare le persone per strada. Ma non ho proprio capito i manifestanti italiani che hanno protestato contro l’intervento di Trump. Si rendono conto di come si vive in Venezuela?”. Lei lo sa, perché sua madre e sua sorella furono rapite: “È successo nel 2004, avevo 22 anni. I loro corpi non sono mai stati ritrovati. Fu arrestato un uomo che era stato visto con loro prima della scomparsa, ma rimase in carcere solo per due giorni”.
Il racconto è doloroso, la mamma 45 anni, la sorella 27, la ex modella è convinta di non rivederle mai più “su questa terra” e spera di poter fare arrivare anche il padre in Italia: “Gli altri li avevo fatti venire tutti in Italia quando ho cominciato a lavorare bene”. Il racconto torna al suo arrivo in Italia, quando incontrò “un bravissimo ragazzo, al quale voglio tuttora bene. Insieme decidemmo di trasferirci a Roma” e lui “mi fece un contratto da badante. Per sé. Quando mi accompagnò in Questura, il funzionario scoppiò a ridere. Ma i contributi da badante mi furono pagati tutti”.
L’arrivo in tv prima con Mammucari poi con Insegno e Chiambretti, gli incontri con personaggi famosi e quello per lei più indimenticabile: “In un locale a New York incontrai Denzel Washington. Ero con un’amica, lui si incuriosì e venne a presentarsi. Ci siamo sentiti qualche volta…”. Sposata con l’imprenditore Nicola Radici, i due hanno un bimbo: “È un bambino autistico amatissimo dal padre e dalla madre: lo abbiamo molto desiderato. Anche se io e Nicola non stiamo più insieme, lui è la nostra priorità”. Il racconto della diagnosi, poi la consapevolezza che “non vedergli fare le stesse cose degli altri bambini era un problema solo mio, non suo” e anche una certezza: “Christopher cammina, corre, sorride, mangia quello che vuole. Confido nei progressi che potrà ancora fare, grazie all’intelligenza artificiale. Non lo considero un bambino sfortunato: sono sfortunati quelli che nascono e vivono sotto le bombe”.