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Usa, si dimette la direttrice dell’Intelligence Tulsi Gabbard. Nei mesi scorsi aveva smentito Trump sul programma nucleare dell’Iran

Nonostante la motivazione ufficiale sia la grave malattia del marito, secondo fonti della Reuters la numero uno dei servizi di sicurezza è stata costretta a fare un passo indietro
Usa, si dimette la direttrice dell’Intelligence Tulsi Gabbard. Nei mesi scorsi aveva smentito Trump sul programma nucleare dell’Iran
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La direttrice dell’Intelligence americana Tulsi Gabbard ha formalizzato le sue dimissioni al presidente Donald Trump. Lo ha scritto il sito di Fox News, che ha ottenuto in esclusiva la lettera, nella quale Gabbard afferma di essere “profondamente grata per la fiducia che mi avete accordato e per l’opportunità di guidare l’ufficio nell’ultimo anno e mezzo”. La motivazione riferita dalla numero uno degli 007 è la necessità di assistere il marito nella battaglia contro “una forma estremamente rara di cancro alle ossa. Devo allontanarmi dalla vita pubblica per stargli accanto e sostenerlo pienamente in questa battaglia”. La donna ha informato il presidente Trump durante un incontro nello Studio Ovale avvenuto oggi. Il suo ultimo giorno di lavoro sarà il 30 giugno.

Il tycoon ha già annunciato che il successore ad interim sarà l’attuale vicedirettore Aaron Lukas. “Purtroppo, dopo aver svolto un ottimo lavoro, Tulsi Gabbard lascerà l’Amministrazione il 30 giugno. Al suo meraviglioso marito, Abraham, è stato recentemente diagnosticata una forma rara di tumore osseo e lei, giustamente, vuole stargli accanto, aiutandolo a recuperare la salute mentre insieme affrontano una dura battaglia – ha scritto Trump su Truth Social – Non ho dubbi che presto starà meglio che mai. Tulsi ha fatto un lavoro incredibile e ci mancherà“.

Nonostante gli auguri, fonti della Reuters hanno riferito all’agenzia che la donna è stata costretta a dimettersi. Scettica sul coinvolgimento americano in guerre all’estero, Gabbard era stata esclusa dalla pianificazione della cattura di Nicolas Maduro. Nelle scorse settimane, inoltre il suo più stretto consigliere Joe Kent si era dimesso postando una lettera in cui criticava Israele per aver ingannato Donald Trump e averlo spinto a credere che il regime di Teheran fosse una minaccia imminente.

Ex-democratica traslocata nel campo repubblicano, negli ultimi mesi Gabbard aveva dato più di un grattacapo a Trump. A marzo, durante un’audizione in Senato, aveva escluso la minaccia nucleare iraniana, smentendo la narrativa usata dalla Casa Bianca per giustificare l’attacco congiunto Usa-Israele. Aveva inoltre ridimensionato le dichiarazioni trionfalistiche di Trump sui risultati raggiunti dall’operazione militare. “Il governo di Teheran è intatto – aveva dichiarato davanti ai senatori – seppur ampiamente indebolito a causa degli attacchi alla sua leadership e alle sue capacità militari”. E soprattutto, e questo era stato il passaggio più rilevante della sua relazione scritta, dopo gli attacchi di giugno 2025 “Teheran non stava cercando di arricchire l’uranio“. Dichiarazioni che hanno fanno scoppiare la bufera a Washington, costringendo la direttrice della National Intelligence a fare un parziale dietrofront e correggere il tiro. “Prima dell’operazione Epic Fury, l’Iran stava cercando di riprendersi dagli attacchi di giugno e continuava a rifiutarsi di rispettare gli obblighi dell’Aiea”, aveva specificato.

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