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Centrosinistra e associazioni mobilitati per dire ‘no’ alla marcia sulla “remigrazione” a Roma: “Si tratta di una proposta razzista e xenofoba”

L'iniziativa, in programma il 13 giugno, è sostenuta da diversi gruppi di estrema destra. Ma i dissidenti sottolineano il "contrasto con i valori della Costituzione, con i principi fondamentali della democrazia e con la natura antifascista della nostra Repubblica”
Centrosinistra e associazioni mobilitati per dire ‘no’ alla marcia sulla “remigrazione” a Roma: “Si tratta di una proposta razzista e xenofoba”
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“No alla nuova marcia su Roma”. Con questo slogan associazioni, sindacati e partiti di centrosinistra chiedono alle istituzioni di vietare la manifestazione nazionale sulla cosiddetta “remigrazione” annunciata per il prossimo 13 giugno nella Capitale. Un corteo promosso dal comitato “Remigrazione e riconquista”, dietro cui ci sono gruppi dell’estrema destra come CasaPound, il Veneto Fronte Skinheads e Brescia ai Bresciani, che da mesi portano avanti una campagna apertamente xenofoba contro le persone migranti, rilanciando slogan e immaginari che guardano alle deportazioni promosse negli Stati Uniti dall’amministrazione Trump. L’annuncio della manifestazione risale al 27 aprile. Del corteo, però, ancora non si conoscono né il percorso né la piazza di partenza: “Verrà tutto comunicato in seguito, la partenza sarà alle 15”, facevano sapere gli organizzatori.

Una mobilitazione che i promotori definiscono “marcia” e che rappresenta una tappa centrale della raccolta firme per una proposta di legge sulla “remigrazione” che il comitato vorrebbe depositare in Parlamento. Secondo gli stessi organizzatori sarebbero già state raccolte oltre 150mila firme. Da qui la mobilitazione di realtà antifasciste, sociali e sindacali che negli ultimi giorni hanno lanciato un appello pubblico alle istituzioni: “Esprimiamo tutta la nostra contrarietà alla manifestazione sulla cosiddetta ‘remigrazione’: una proposta razzista e xenofoba, in aperto contrasto con i valori della Costituzione, con i principi fondamentali della democrazia e con la natura antifascista della nostra Repubblica”. Tra i firmatari dell’appello ci sono Anpi provinciale di Roma, Anppia, Cgil Roma e Lazio, Libera, Nonna Roma, Auser Lazio, Rete degli Studenti Medi, Sunia e Unione degli Universitari, insieme a Pd, M5s, Sinistra Civica Ecologista, Europa Verde, Sinistra Italiana, Rifondazione comunista e altre realtà territoriali.

Dal Parlamento è intervenuto anche Andrea Casu, deputato Pd e delegato d’Aula del gruppo democratico: “Il Partito Democratico esprime la più ferma contrarietà alla manifestazione annunciata per il 13 giugno a Roma sulla cosiddetta ‘remigrazione’. Si tratta di una proposta razzista e xenofoba, incompatibile con i valori costituzionali, con i principi della democrazia e con la natura antifascista della nostra Repubblica”. Per Casu il corteo rappresenta “un insulto alla Capitale, città medaglia d’oro per la Resistenza”. Il deputato dem ha quindi rivendicato la mobilitazione costruita “grazie all’impegno delle forze sociali e politiche, delle associazioni partigiane, dei sindacati e delle realtà studentesche che stanno chiedendo alle istituzioni di intervenire”. Nel suo intervento Casu ha anche richiamato l’occupazione della sala stampa avvenuta a fine gennaio alla Camera contro la conferenza sulla “remigrazione e riconquista” e le successive sanzioni ricevute dai parlamentari delle opposizioni: “Continueremo sempre a essere in prima linea contro ogni deriva fascista e contro ogni tentativo di riportare nel dibattito pubblico parole d’ordine che calpestano la Costituzione e richiamano le pagine più buie della nostra storia. Siamo e resteremo sempre democratici e antifascisti”.

Tra le realtà che scenderanno in piazza il 13 giugno contro il corteo c’è anche Nonna Roma. Federica Borlizzi, attivista dell’associazione, spiega a ilfattoquotidiano.it: “Con Nonna Roma saremo in piazza perché è inaccettabile che venga concessa agibilità politica a gruppi neofascisti che promuovono la cosiddetta ‘remigrazione’: un progetto razzista, violento e coloniale che immagina la deportazione di milioni di persone”. Borlizzi collega poi la manifestazione alle politiche migratorie portate avanti dal governo: “Da sempre siamo al fianco delle persone migranti e delle comunità razzializzate, che in questi anni hanno subito politiche discriminatorie e una continua sottrazione dei loro diritti fondamentali. Per questo ci opponiamo non solo ai deliranti progetti di remigrazione, ma anche alle politiche portate avanti da questo Governo: a partire dal ddl immigrazione attualmente in discussione al Senato, che alimenta la criminalizzazione delle persone migranti e arriva a colpire perfino i minori stranieri non accompagnati”. Infine l’appello alla città: “Il 13 giugno saremo in piazza per dire che Roma non è odio, esclusione e propaganda razzista. Roma è solidarietà, accoglienza, antifascismo. È una città meticcia, che non accetterà mai di lasciare spazio a chi costruisce consenso sulla paura e sulla discriminazione”.

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