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Carlo Petrini, padre Spadaro: “Con papa Francesco aveva una sintonia profonda”

Il dolore e il rispetto dei rappresentanti del territori e della politica. Il ministro Lollobrigida: "Il seme che hai piantato continuerà a dare i suoi frutti”
Carlo Petrini, padre Spadaro: “Con papa Francesco aveva una sintonia profonda”
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Istituzioni, mondo della cultura e rappresentanti del settore agricolo hanno salutato la scomparsa di Carlo Petrini, ricordando l’uomo che ha rivoluzionato il nostro rapporto con il cibo e con la terra. Tra le prime e più toccanti testimonianze c’è quella di padre Antonio Spadaro, sottosegretario al Dicastero vaticano della Cultura. Affidando il suo messaggio ai canali social, il gesuita si è rivolto direttamente al fondatore di Slow Food: “Addio, Carlìn! Sei stato un vero amico su questa terra madre. Con Papa Francesco avevi trovato una sintonia profonda”. Spadaro ha poi voluto ringraziare Petrini per la sua sensibilità artistica e umana: “Grazie anche per aver sostenuto la visione della poesia del Pontefice. Anche perché, per te, la vita stessa era una poesia”.

Il dolore e il rispetto sono particolarmente vivi nei territori che Petrini ha vissuto e trasformato. Per il presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, questa perdita è estremamente dolorosa: “Con Slow Food, Terra Madre e l’Università di scienze gastronomiche di Pollenzo, Petrini ha costruito un pezzo fondamentale dell’identità odierna del Piemonte, esaltandone l’eccellenza agricola ed enogastronomica”. Parole di profonda stima sono arrivate anche dal governatore del Veneto, Alberto Stefani, che ha sottolineato la portata culturale della sua opera: “Carlin Petrini è stato capace di trasformare il cibo in rispetto per la terra. Il Veneto gli deve molto: grazie alla sua intuizione e al movimento Slow Food sono state salvaguardate produzioni uniche e biodiversità che rappresentano l’anima più autentica dei nostri territori”.

La caratura della sua figura ha saputo unire trasversalmente anche il panorama politico. Il ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, ne ha celebrato la dimensione internazionale e l’eredità duratura: “In ogni continente milioni di persone guardano ancora oggi al percorso che lui ha saputo costruire. Non tutti gli uomini lasciano una traccia del loro passaggio, ma Carlin Petrini lo ha fatto. Grazie, Maestro. Il seme che hai piantato continuerà a dare i suoi frutti”. Sul fronte ambientale, il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra Angelo Bonelli ha voluto ricordare la complessità del suo pensiero sociale: “Ci ha insegnato che il cibo, la natura, la qualità dell’alimentazione, la difesa del pianeta e i diritti dei contadini sono tutti aspetti profondamente legati tra loro”.

Anche, il mondo della produzione agricola si è stretto attorno al suo insegnamento attraverso una nota di Cia-Agricoltori Italiani: “Perdiamo una figura di riferimento che ha saputo scuotere le coscienze in modo indelebile, segnando il dibattito culturale, agricolo e sociale del nostro Paese. Petrini ci lascia un testamento che è un invito a persistere nella nostra missione di agricoltori custodi del territorio, ispirandoci ai suoi storici pilastri di un cibo buono, pulito e giusto”.

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