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Arrestato il ladro che ha derubato Rita Dalla Chiesa: aveva preso e poi abbandonato l’auto regalata da Fabrizio Frizzi. L’uomo “incastrato” dalla sua bottiglietta d’acqua

Dopo il furto della storica Micra regalata da Fabrizio Frizzi, i Carabinieri hanno identificato il responsabile grazie al Dna trovato su una bottiglietta lasciata nell’auto

di Redazione FqMagazine
Arrestato il ladro che ha derubato Rita Dalla Chiesa: aveva preso e poi abbandonato l’auto regalata da Fabrizio Frizzi. L’uomo “incastrato” dalla sua bottiglietta d’acqua

Una storia iniziata come un furto e finita con un’indagine accurata dei Carabinieri, che a distanza di mesi ha portato all’arresto del responsabile. Al centro della vicenda c’è la Nissan Micra rossa di Rita Dalla Chiesa, un’auto dal forte valore affettivo perché legata a un regalo ricevuto da Fabrizio Frizzi.

I fatti risalgono a circa un anno fa. La vettura scompare dal garage della conduttrice e viene subito denunciata la sparizione. Poche ore dopo, però, arriva una svolta inattesa: l’auto viene ritrovata nelle vicinanze dell’abitazione della stessa Dalla Chiesa, nel quartiere romano di Vigna Clara. Un epilogo apparentemente positivo, che la stessa conduttrice aveva condiviso con sollievo anche sui social. Tuttavia, per gli investigatori il caso non era affatto chiuso.

Le indagini dei Carabinieri

Come riportato da Il Messaggero, le indagini sono proseguite infatti con l’analisi delle immagini di videosorveglianza. I militari dell’Arma dei Carabinieri sono riusciti a ricostruire i movimenti di un uomo che, nella notte del furto, è entrato nel condominio a piedi e poco dopo si è allontanato proprio a bordo della Micra. Due giorni più tardi viene anche ripreso mentre la riconsegna, ma le immagini non permettono un’identificazione certa.

Il punto di svolta è arrivato con un dettaglio apparentemente insignificante: una bottiglietta d’acqua lasciata all’interno dell’auto. Da quell’oggetto i Ris hanno estratto un profilo genetico maschile che, inizialmente, non ha trovato corrispondenze nelle banche dati. La risposta è arrivata mesi dopo. Il profilo genetico viene collegato a un uomo di 41 anni di origine filippina, già noto alle forze dell’ordine e sottoposto a misure restrittive. Un riscontro che ha consentito agli investigatori di approfondire ulteriormente, anche attraverso il cellulare sequestrato all’indagato, dove sono emersi elementi compatibili con il furto e con altri episodi avvenuti nella stessa zona. Tra i dati analizzati compaiono anche riferimenti a oggetti rubati nella stessa notte.

L’arresto e la custodia cautelare

Alla luce degli elementi raccolti, immagini di videosorveglianza, tracce biologiche e riscontri digitali, il giudice per le indagini preliminari ha disposto la custodia cautelare in carcere, ritenendo concreto il rischio di fuga. L’uomo risulta inoltre avere precedenti, tra cui una violazione degli arresti domiciliari, quando era stato fermato in strada su uno scooter rubato e trovato in possesso di sostanze stupefacenti.

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