La sentenza del Tribunale di Milano nel processo a carico di Fabrizio Corona, relativo all’ultimo filone del procedimento per bancarotta della sua ex società Fenice srl, è stata rinviata all’11 giugno. L’ex re dei paparazzi ha raggiunto un accordo con la Procura di Milano per patteggiare una pena di 10 mesi, convertibile in sanzione pecuniaria. L’accusa nei suoi confronti riguarda l’intestazione fittizia di un immobile situato in via De Cristoforis, del valore di 2,5 milioni di euro, a un suo ex collaboratore.
Secondo l’ipotesi accusatoria, l’abitazione sarebbe stata acquistata con denaro sottratto al patrimonio aziendale prima della dichiarazione di fallimento. I termini dell’accordo sono stati illustrati al giudice della seconda sezione penale, Nicola Clivio, dal difensore dell’imputato, l’avvocato Ivano Chiesa, e dal pubblico ministero Luigi Luzi. Spetterà ora al Tribunale decidere se ratificare o meno l’intesa con apposita sentenza.
Da quanto si è appreso a margine dell’udienza Corona nei mesi scorsi avrebbe insistito con il suo legale per affrontare il processo che lo vede imputato a Milano, dopo essere già stato condannato in via definitiva per bancarotta fraudolenta e frode fiscale a 3 anni e 10 mesi nel 2013, in una delle sentenze che cumulate fra loro lo hanno portato a scontare una decina di anni in carcere. In particolare il 52enne avrebbe contestato l’accusa di bancarotta per distrazione di un bene – l’appartamento in zona Corso Como – che è stato confiscato dalla sezione misure di prevenzione nell’ambito della vicenda dei 2,6 milioni di euro in contanti trovati nel controsoffitto di casa e che, quindi, sarebbe già stato ‘recuperatò dallo Stato.
L’avvocato Chiesa lo avrebbe convinto a desistere e accertare l’accordo con il pm che ha riconosciuto il vincolo della continuazione fra l’ultimo episodio contestato e la bancarotta risalente a oltre 15 anni fa, portando a un accordo per una pena lieve.
“Fabrizio dice che non glieli deve proprio quei soldi, è un credito infondato, e dice che piuttosto torna in galera… – ha detto Chiesa- Ma quei soldi non glieli deve, non glieli darà”.
Per patteggiare l’ex “re dei paparazzi” ha anche già versato circa 40mila euro all’Agenzia delle Entrate. Tuttavia, i legali della parte civile hanno proposto una questione sull’ammissibilità del patteggiamento e, dunque, il Tribunale ha rinviato all’11 giugno la decisione prima sull’ammissibilità o meno e poi sull’eventuale ratifica.