Elezioni in Andalusia, i Popolari vincono di nuovo ma per governare devono allearsi con Vox. I Socialisti crollano sotto il 23%
Andalusia specchio del Paese: la destra travolge i Socialisti, ma per governare Partido Popular e Vox devono avere il coraggio di allearsi. Così il governatore uscente Juan Manuel Moreno Bonilla rimane al suo posto e si appresta a iniziare il suo terzo mandato alla guida della regione del Sud. Il suo partito, però, ha perso la maggioranza assoluta di cui aveva goduto fino a ora, fermandosi al 41,5% dei consensi e 53 seggi, in calo rispetto ai 58 del mandato appena concluso e due sotto il numero necessario per controllare la maggioranza dei 109 scranni della Camera andalusa.
Così Moreno Bonilla dovrà cercare alleati per coprire questi due posti mancanti. La soluzione più probabile, già sperimentata in Estremadura, Aragona e Castiglia e Leon, anche se non ancora a livello nazionale, è che si arrivi alla stretta di mano con l’estrema destra di Vox, al 13,8%, nonostante il governatore avesse cercato di rimanere su posizioni moderate per tutta la campagna elettorale proprio allo scopo di evitare di dover scendere a patti con la formazione neofranchista che vuole imporre anche in Andalusia la “priorità nazionale” nell’accesso ad aiuti e servizi pubblici agli immigrati.
Il Psoe del capo del governo Pedro Sanchez, invece, rimane secondo partito ma subisce un duro colpo, fermandosi al 22,8% con l’ex vicepremier alle Finanze Maria Jesus Montero e perdendo due deputati rispetto ai 30 del mandato appena concluso, già record negativo in una regione fino al 2018 storicamente socialista. In una delle otto province andaluse, Almeria, terra di immigrati e braccianti agrari, i socialisti diventano terza forza politica dietro Vox.
Fallisce così la rimonta pronosticata da Sanchez, un brutto segnale in vista delle elezioni politiche del 2027 che vedono i Popular ancora in vantaggio, seppur con uno scarto minore, rispetto al Psoe, e con la possibilità, nuovamente, di trovare un accordo a livello nazionale con Vox.
“Vox è decisivo per la quarta volta nelle ultime quattro elezioni regionali in Spagna – ha esultato il leader della formazione d’estrema destra, Santiago Abascal – Ci siamo riusciti in Estremadura, in Aragona, in Castiglia e Leon e ora in Andalusia”.
Non solo il successo dell’ultradestra ha sfavorito però le formazioni più moderate. Anche a sinistra si è registrato uno spostamento di voti dal Psoe verso la forza regionalista anticapitalista Adelante Andalusia che ottiene il 9,5% dei suffragi e quadruplica da 2 a 8 seggi la sua rappresentanza, riuscendo nel sorpasso su Por Andalucia (Izquierda Unida, Sumar, Podemos,Verdes Equo, Alianza Verde), ferma a 4 scranni, uno in meno di quelli che aveva nell’ultima legislatura. Una somma, quella delle forze progressiste, che però raggiunge appena 41 seggi, lontani dalla maggioranza dei 55 necessaria per governare. Quindi l’unica possibilità è che si formi un’alleanza a destra tra Popolari e Vox, sancendo così la quarta sconfitta nel ciclo elettorale voluto dal leader del Pp, Alberto Nunez Feijoo, che ha anticipato le elezioni nelle regioni dove i Popolari governano per mettere in evidenza “la debolezza territoriale dei socialisti e del sanchismo”.