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“Il giorno in cui l’Italia non si è qualificata ai Mondiali ero sconvolta. Il dolore mi ha reso più saggia”: Shakira lancia il nuovo inno “Dai dai”

La cantante colombiana torna protagonista con l’inno dei Mondiali 2026 “Dai Dai” insieme a Burna Boy

di Redazione FqMagazine
“Il giorno in cui l’Italia non si è qualificata ai Mondiali ero sconvolta. Il dolore mi ha reso più saggia”: Shakira lancia il nuovo inno “Dai dai”

Quando la FIFA cerca un inno capace di parlare al mondo, torna spesso a lei. Shakira ha pubblicato il 14 maggio “Dai Dai”, realizzato con il rapper nigeriano Burna Boy: è il brano ufficiale dei Mondiali 2026, che si disputeranno tra Stati Uniti, Messico e Canada. Un’uscita accolta come un rilancio forte dopo le polemiche legate al primo singolo della colonna sonora ufficiale del torneo. Con numeri da record, oltre 95 milioni di dischi venduti e un concerto a Copacabana davanti a più di due milioni di persone la cantante colombiana resta una delle figure più influenti della musica mondiale. Nel nuovo brano cita anche Paolo Maldini, un riferimento che conferma il legame profondo con l’Italia. Lei lo spiega così: “Ho del sangue italiano. È un legame indissolubile con la vostra cultura. Sono innamorata della vostra cultura” e racconta anche la sua delusione per la mancata qualificazione degli Azzurri ai Mondiali 2026 : “Ho amici italiani fantastici. Per questo sono stata triste, il giorno in cui non vi siete qualificati ero sconvolta”.

Guardando al Mondiale, Shakira sarà protagonista anche dell’Halftime Show della finale, insieme a Madonna e ai BTS: “Sarà straordinario esibirmi al loro fianco”, afferma. E descrive “Dai Dai” come qualcosa di più di un inno sportivo: “È molto più di una semplice canzone del Mondiale” e soprattutto “un messaggio per ogni bambino a cui è stato detto che il suo sogno è troppo grande”. Per questo, nel brano e nel suo immaginario artistico, Shakira richiama spesso figure come Pelé e Maradona. La sua visione è chiara: “Dietro ogni campione c’è sempre qualcuno che ha creduto in lui”.

Sullo stato del mondo contemporaneo, la cantante ha una lettura critica: “Abbiamo un mondo diviso e frammentato. Gli algoritmi stanno manipolando le reazioni delle persone, dividendo e mettendo gli individui gli uni contro gli altri. Dobbiamo trovare una causa comune”, che identifica nella tutela dei bambini e nell’istruzione, definita “l’unica arma che abbiamo per trasformare il mondo”.

Il punto più alto con Waka Waka

Uno dei punti centrali della sua carriera resta “Waka Waka”, inno dei Mondiali 2010. Shakira lo definisce un punto di svolta:
“Ha avuto un impatto enorme sulla mia vita” e “ha cambiato anche la mia vita personale”. Proprio grazie a quel brano ha conosciuto Gerard Piqué, padre dei suoi figli: “Grazie a Waka Waka ho incontrato il padre dei miei figli”. Sul piano personale, la cantante ripercorre i momenti più intensi della sua vita. Il più felice: “Dare alla luce i miei due figli”. E il più difficile: “Lo scioglimento della mia famiglia, quella che avevo sognato di mantenere per sempre, un momento davvero terribile”.

Da quell’esperienza, però, è arrivata una trasformazione: “Il dolore mi ha reso una persona più saggia, o almeno più forte. Gli esseri umani hanno una capacità di resilienza incredibile. La vita può essere dura, ma è anche bella. È fatta di luci e ombre. Ringrazio anche le persone che mi hanno fatto soffrire, perché mi hanno insegnato lezioni preziose”.

Sguardo al futuro

Infine, lo sguardo al futuro: a ottobre sarà protagonista di una residency europea di 12 date a Madrid, con il “Shakira Stadium” costruito appositamente e oltre mezzo milione di biglietti già venduti: “Queste iniziative avranno un ruolo importante nel futuro della musica” afferma, definendola “probabilmente la più grande esperienza live della mia vita”.

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