Pioggia battente, temperature novembrine e marciapiedi trasformati in veri e propri accampamenti urbani con sedie pieghevoli, coperte, ombrelli e termos di caffè. È lo scenario che ha accomunato le principali città italiane ed europee nella mattinata di oggi, sabato 16 maggio, per l’uscita ufficiale del “Royal Pop”, la nuova collezione nata dalla collaborazione tra Swatch e il marchio di alta orologeria Audemars Piguet. Anticipata sabato scorso, svelata martedì e accompagnata dal battage sui social, la linea ha generato un hype e scene di caos urbano che non si vedevano dal lancio del MoonSwatch (Omega x Swatch). E tutto nonostante l’orologio non si indossa al polso: è un modello da tasca modulare (disponibile in otto colori uniti dal simbolo dell’infinito) ispirato all’iconico Royal Oak e alla Pop Art di Andy Warhol, privo di cinturino e pensato per essere appeso a un cordino in pelle di vitello.
Prezzi, regole e le code da Nord a Sud
I prezzi di listino variano a seconda del modello: 385 euro per la configurazione Lépine (corona a ore 12 e due lancette) e 400 euro per lo stile Savonette (corona a ore 3 e piccoli secondi a ore 6), a cui si aggiungono 45 euro per il cinturino. Cifre popolari se confrontate ai quasi 30mila euro di un vero Royal Oak, ma che non hanno fermato le decine di migliaia di persone disposte a tutto pur di accaparrarsene uno, sottostando alla rigida regola imposta: un solo acquisto per persona al giorno nei punti vendita selezionati.
L’assalto ai negozi ha generato il caos ovunque. A Roma, in via Cola di Rienzo (Prati) e in via del Corso, giovani e famiglie hanno passato la notte in fila sotto la pioggia, muniti di tende. A Firenze, la coda in via Calzaiuoli fino a piazza Duomo è iniziata alle 18 di venerdì, sfociando in spintoni e tensioni placate solo dall’intervento della Polizia: “Sono arrivato alle 18 di ieri sera e avevo già una quindicina di persone davanti – ha raccontato uno dei presenti -. Sono contento di aver preso un orologio, anche se purtroppo non era il modello che volevo. Il mio preferito, il Corona 3 blu, non so perché non ce l’avessero”.
A Verona, in via Cappello, la pressione della calca mattutina è diventata insostenibile, costringendo il negozio alla chiusura temporanea e richiedendo l’arrivo di una pattuglia dei Carabinieri al 112, in attesa dei 25 uomini della security previsti. Scene identiche a Torino in via Roma, a Milano (piazza Gae Aulenti e corso Vittorio Emanuele), a Bergamo (con code in via XX Settembre dalle 6 del mattino), a Pescara e persino sul lungomare di Forte dei Marmi. Fuori confine, a Lugano (via Soave), i primi fan si sono appostati da giovedì: “È un momento epocale, non vogliamo perdercelo. E poi si sta in compagnia, ci si diverte”, raccontano i ragazzi in fila.
A Bologna, in via D’Azeglio, l’attesa si è trasformata in metodo: “Io sono qui dall’una e mezza. E, come tutti, rimarrò qui tutta la notte. Faremo solo una piccola pausa per mangiare qualcosa. Mi aspetto che saremo in tanti, secondo me anche duecento o trecento”, racconta uno dei presenti. Per mantenere la calma, i giovani si sono autogestiti: “Verrà fatta una scheda e ogni tanto, passata qualche ora, si fa l’appello per vedere se qualcuno è andato via. Ci è utile per gestirci e mantenere l’ordine. Poi noi siamo i primi trenta, quaranta, ormai ci conosciamo ed è difficile che qualcuno ci possa rubare il posto“, dicono.
Il fenomeno del Reselling e i precedenti
Ma oltre al collezionismo, il vero motore è il reselling sulle piattaforme di second hand. Come già avvenuto per le uscite del MoonSwatch (2022 e marzo 2024) e dello Swatch Blancpain, la scarsità del prodotto fomenta il mercato parallelo. Se infatti molti dichiarano di essere mossi da pura passione orologiera, è innegabile che il motore principale di questo fenomeno sia il boom del reselling. La regola imposta da Swatch è chiara: la vendita è limitata a un solo pezzo per persona, al giorno e per punto vendita. Un tetto che, unito all’offerta limitata (spesso non più di un centinaio di pezzi per negozio), crea l’effetto “scarsità” necessario per far esplodere le quotazioni sul mercato secondario.
E infatti, il web pullula già di annunci a prezzi maggiorati che viaggiano tra i 700 e i 1.000 euro. Nei gruppi Facebook dedicati, le trattative sono iniziate a code in corso: “Mi trovo a Milano e per garantire l’acquisto di questi pezzi farò 2 notti fuori in coda davanti allo store ufficiale“, ha scritto un utente, proponendo i modelli a 1.100 euro, “trattabili se presi più di un paio”. Tra i commenti spuntano controfferte folli come: “Due Swatch della nuova collezione a un prezzo ottimo 1.900 euro”. Da piazza Gae Aulenti, i primi in coda hanno pubblicato le loro tariffe prima dell’apertura: “I pezzi disponibili sono molti… richiesta per qualsiasi colorazione è di 750 euro”, pretendendo il “saldo totale in anticipo” ma garantendo che “il prezzo include eventuale spedizione”. Le cifre richieste per la rivendita testimoniano la frenesia speculativa: già prima di essere acquistati, gli orologi vengono proposti sui marketplace come Vinted, eBay, Chrono24 o Vestiaire Collective a prezzi stellari. Ma finché c’è chi è disposto ad accettare e comprare a queste condizioni, il fenomeno non si esaurirà.
L’incontro tra alta orologeria e Pop Art
La genesi di questo fenomeno di mercato affonda le radici in un progetto che si spinge oltre il semplice omaggio. La collezione Royal Pop rappresenta infatti una collaborazione inedita tra due poli opposti dell’orologeria svizzera, pensata per unire l’alta gamma alla cultura di massa. Sul piano del design, i due marchi hanno fuso le rispettive cifre stilistiche: da un lato il leggendario Royal Oak di Audemars Piguet, lanciato sul mercato nel 1972; dall’altro le linee irriverenti degli orologi Swatch POP degli anni Ottanta. Il risultato tecnico ed estetico si traduce in otto modelli vivaci realizzati in Bioceramic. L’intuizione alla base della linea guarda direttamente alla Pop Art e alla sua capacità di trasformare gli oggetti del quotidiano in espressioni energiche e colorate: abbandonando il classico formato da polso, il Royal Pop si presenta come un innovativo orologio da tasca, progettato per essere indossato in molteplici modi e per combinare la provocazione positiva di Swatch con il rigore architettonico di Audemars Piguet.