Moda e Stile

Generazione “second-hand”: dalle sneakers di Bad Bunny ai look di “Love Story”, così Gen Z e Millennials dettano le tendenze della moda in tempo reale ispirandosi ai fenomeni pop del momento

Dal red carpet alle app di rivendita: il report di eBay Watchlist SS 2026 mostra come la pop culture e i giovani stanno rivoluzionando la moda

di Ilaria Mauri
Generazione “second-hand”: dalle sneakers di Bad Bunny ai look di “Love Story”, così Gen Z e Millennials dettano le tendenze della moda in tempo reale ispirandosi ai fenomeni pop del momento

Le settimane della moda propongono, ma oggi sono la Generazione Z e i Millennials a disporre. Guidati da una profonda e radicata consapevolezza sui consumi, ma anche messi a dura prova dai prezzi arrivati alle stelle, i giovani acquirenti ci pensano ormai due volte prima di strisciare la carta per un capo nuovo di zecca. Il loro primo istinto, di fronte a un’ispirazione di stile, è aprire immediatamente un’app di rivendita dell’usato per scovare il pezzo giusto. È questo approccio “second-hand first” ad aver riscritto le regole del mercato globale: in questo nuovo ecosistema, le tendenze non aspettano più i sei mesi canonici di gestazione tra passerella e boutique, ma si costruiscono in tempo reale seguendo il ritmo della pop culture. Un red carpet, un concerto o il frame di una serie tv bastano oggi per scatenare una caccia globale al capo d’archivio.

A fotografare in modo analitico questo ribaltamento di paradigma è l’ultima edizione della “eBay Watchlist Spring/Summer 2026″, pubblicata il 14 maggio. Basato su un database imponente di 136 milioni di acquirenti attivi e circa 2,5 miliardi di inserzioni, il report funge da barometro sociologico, utile per capire cosa realmente interessi oggi a chi acquista moda e, sopratutto, come nasce un trend che, di conseguenza, spinge al desiderio d’acquisto.

Non sono i micro-trend effimeri di TikTok a indirizzare i volumi, ma eventi mediatici specifici, come l’influenza globale dello stile di artisti del calibro di Bad Bunny: le sue richiestissime collaborazioni con Adidas, ad esempio, innescano ondate di ricerche istantanee per accaparrarsi i modelli d’archivio a ogni sua nuova apparizione. Pensiamo poi ai look sfoggiati nelle esibizioni dei programmi americani, per non parlare delle serie tv. Un caso da manuale è il fenomeno di revival anni ’90 generato da Love Story.

Da “Love Story” a Bad Bunny, cosa diventa tendenza

Il recommerce non è più un mercato ritardatario rispetto al ciclo ufficiale della moda, dalle passerelle alle boutique passando per campagne adv e look di celebrity; al contrario, lo affianca muovendosi alla medesima velocità e dettandone il ritmo. Come ben sintetizza Brie Welch, resident stylist di eBay, che ha curato gli insight del report: “Il mercato del resale non ruota più attorno al ciclo della moda, ma ne è parte integrante: si muove alla stessa velocità e, a volte, ne detta addirittura il ritmo”. A fare da palcoscenico a questa rivoluzione è un’infrastruttura tecnologica imponente, nata a San Jose nel 1995, che oggi opera in oltre 190 mercati chiudendo il 2025 con un volume lordo di merci vendute (GMV) pari a quasi 80 miliardi di dollari. L’analisi di questi flussi certifica un dato di fatto: la moda pre-loved è diventata la bussola più reattiva e veritiera per orientarsi nel mutevole panorama della cultura visiva odierna.

L’indicatore più evidente di questa trasformazione è il cosiddetto “Effetto CBK”: l’estetica sofisticata e minimale di Carolyn Bessette Kennedy è tornata a dominare prepotentemente le ricerche in seguito all’apparizione di una borsa Prada in vitello spazzolato nella serie tv Love Story di FX. Parallelamente, le esibizioni dal vivo si confermano acceleratori di mercato ineguagliabili. L’attenzione per il “look dell’halftime” ha fatto impennare le quotazioni dell’orologio Cartier Tank Américaine subito dopo essere stato indossato da Kendrick Lamar sul palco dei Grammy.

I pezzi più cercati

I dati del primo trimestre del 2026 evidenziano come il valore di rivendita nel mercato dell’usato stia registrando una decisa e costante ascesa. I marchi storici (“legacy brands” ) mantengono un solido primato, continuando a dominare la domanda globale. Colossi come Louis Vuitton, Gucci, Burberry e Chanel guidano le classifiche assolute, mentre Dior registra un prepotente ingresso trainato dalla linfa creativa di Jonathan Anderson. Tuttavia, il mercato dell’usato premia in modo straordinario anche i brand dal forte imprinting autoriale: le griffe che hanno registrato la maggiore crescita del prezzo medio di vendita sono Rodarte, con un impressionante +721% , e Raf Simons (+384%). Gli archivi diventano veri e propri beni rifugio: il valore di rivendita di borse e orologi lievita, portando la borsa Gucci Padlock a un +530% e l’orologio Patek Philippe Nautilus a un +154%. Le evidenze confermano inoltre che gli armadi degli utenti sono sempre più in movimento. A guidare questa liquidità sono gli stessi venditori: il marchio sartoriale italiano Brioni, ad esempio, ha visto moltiplicare il volume delle proprie inserzioni di ben 59 volte rispetto all’inizio dell’anno.

Le 5 tendenze della Primavera/Estate 2026

Incrociando i dati globali di marzo 2026 con l’anno precedente, il report decodifica i flussi di acquisto in cinque macro-movimenti estetici, plasmati direttamente dalle ricerche delle nuove generazioni:

  1. Weightless drama (Drama impalpabile): Questa tendenza inquadra una moda che fluttua e che cattura inesorabilmente l’attenzione. Sulla scia del “vedo-non vedo” (sheer dressing), i consumatori ricercano finiture delicate e dettagli tattili capaci di aggiungere movimento e un sottile senso drammatico a ogni passo. Morbide balze ancorano la silhouette, mantenendo il look estremamente fluido. Le metriche certificano questo desiderio di romanticismo: le ballerine in mesh di Alaïa salgono del +58%, affiancate da un incremento del +31% per i dettagli in piuma.
  2. Slightly unsettled (Il fascino dell’imperfezione): Il mercato si allontana dal rigore formale per premiare un design che si sposta, si distorce ed è studiato per apparire volutamente disfatto o incompleto (“undone”). I capi essenziali intramontabili vengono riletti con un sottile senso di rottura, prediligendo fit più ampi e dall’aspetto vissuto, restituendo un’estetica più personale che lucidata. Anche le sneaker assumono forme ibride e inaspettate, leggermente non convenzionali, ancorando i look classici con un’irriverenza tipicamente sportiva. Una svolta estetica che ha spinto al rialzo la domanda per i jeans bootcut di Levi’s (+67%) e per la borsa Le City di Balenciaga (+52%).
  3. Drenched in disruption (Rottura degli schemi): Il ritorno del massimalismo si traduce in uno stile dichiaratamente “statement”, dove non è più richiesta alcuna sottigliezza. Dettagli giocosi e pattern ripetuti trasformano i capi d’abbigliamento in vere e proprie dichiarazioni espressive di forte impatto visivo. Finiture metalliche, orologi scintillanti e accessori audaci amplificano l’intensità decorativa dei look, garantendo un fascino da tramandare nel tempo (“heirloom appeal”). Ne consegue un +132% per i bordi in montone (shearling) e un +44% per le ricerche della borsa Blake di Marc Jacobs.
  4. Color interruption (Incursioni di colore): Dopo lunghe stagioni dominate dal minimalismo neutro, si affermano abbinamenti cromatici inaspettati che spezzano la narrazione monocromatica del guardaroba. Dominano i contrasti grafici e un color blocking cinetico , spesso contaminati da riferimenti al mondo dell’atletica e dall’utilizzo di bande laterali (“side-striping”). Pezzi espressivi e guidati dalla personalità, dallo streetwear di culto agli accessori con pattern decisi, portano forte individualità nella quotidianità. I consumatori reagiscono premiando i berretti retrò di Missoni (+56%) e il brand Chrome Hearts (+35%).
  5. Quiet confidence (Sicurezza discreta): Il “lusso sobrio” continua la sua evoluzione attraverso un’estetica fatta di forme che si arrotondano, si drappeggiano e si stringono in vita con una chiara intenzione sartoriale. Le borse bilanciano struttura architettonica e comodità, regalando un delicato effetto destrutturato e rilassato (“slouch”). Gli stessi accessori riflettono questo spostamento verso un’architettura ammorbidita attraverso l’uso di bordi curvi e copricapi dal sapore heritage. Questo approccio disinvolto all’eleganza ha fatto esplodere le ricerche dei blazer “slouchy” a un impressionante +1.495%, trainando parallelamente i mocassini di The Row a un solido +89%.
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