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Garlasco, i consulenti della famiglia Poggi contestano la ricostruzione della Procura: “Chiara non fu trascinata sulle scale”

Le consulenze di parte riaprono il confronto sulla dinamica dell’omicidio. Per gli inquirenti Sempio tentennò sull'alibi durante una intervista. L'ex fidanzata: "Mai atteggiamenti violenti"
Garlasco, i consulenti della famiglia Poggi contestano la ricostruzione della Procura: “Chiara non fu trascinata sulle scale”
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Si concentra sulla dinamica dell’omicidio l’ultima contestazione avanzata dai consulenti tecnici della famiglia Poggi alla ricostruzione della Procura di Pavia del delitto di Garlasco. Gli investigatori e gli inquirenti ritengono che a uccidere Chiara Poggi, il 13 agosto del 2007, sia stato Andrea Sempio e hanno riscritto la scena del crimine e la dinamica dell’omicidio. Nel mirino delle osservazioni difensive c’è la Bloodstain Pattern Analysis del Ris di Cagliari, elaborata a quasi diciannove anni dai fatti sulla base di materiale fotografico. Secondo il comandante dei Ris Andrea Berti, Chiara sarebbe stata colpita più volte dall’aggressore, trascinata verso la porta che conduce al seminterrato e successivamente fatta scivolare lungo le scale della cantina, dove avrebbe ricevuto i colpi mortali al quarto gradino.

Una ricostruzione che però non convince Dario Redaelli, consulente dei genitori e del fratello della vittima ed esperto di analisi della scena del crimine. Secondo Redaelli, l’unica fotografia utilizzata per sostenere l’ipotesi dello scivolamento del corpo sarebbe stata scattata il giorno successivo al delitto, dopo il passaggio di soccorritori e investigatori, e quindi non rappresenterebbe fedelmente lo stato originario della scena. Il consulente sottolinea inoltre come gli stessi “imbrattamenti” evidenziati dai Ris possano essere compatibili con un successivo inquinamento della scena dovuto alla movimentazione del cadavere. Per questo motivo, sostiene che non sia possibile affermare con certezza che il corpo sia stato trascinato lungo gli scalini.

La tesi alternativa, già emersa nelle precedenti perizie del processo d’appello bis, resta quella secondo cui il corpo di Chiara Poggi sarebbe stato direttamente gettato lungo le scale. A sostegno di questa interpretazione viene richiamata anche l’assenza di impronte di scarpe sugli scalini della cantina, elemento che per i consulenti mal si concilierebbe con l’ipotesi di un trascinamento del cadavere. Secondo Redaelli, inoltre, le tracce ematiche presenti sul quarto gradino sarebbero compatibili con l’impatto del capo della vittima sullo scalino e non con gli ultimi colpi inferti dall’assassino.

Le esitazioni sull’alibi e il ruolo dell’amico di Marco Poggi

Tra gli elementi valorizzati dagli investigatori nella nuova inchiesta compare anche un episodio avvenuto dopo la riapertura del caso. In una delle annotazioni depositate con la chiusura delle indagini, i carabinieri del Nucleo investigativo di Milano evidenziano il comportamento dell’indagato durante un’intervista televisiva rilasciata il 17 marzo 2025. Sempio era stato nuovamente iscritto nel registro degli indagati poche settimane prima. Durante il colloquio con una giornalista, alla domanda sul suo alibi per la mattina del 13 agosto 2007, avrebbe mostrato esitazione e imbarazzo.

Secondo quanto riportato dagli investigatori, il 38enne sarebbe rimasto inizialmente in silenzio, fino a quando la cronista non gli avrebbe suggerito la risposta relativa alla presenza in casa con il padre. Solo a quel punto Sempio avrebbe ripreso a parlare, ricostruendo la versione già nota: essere rimasto a casa e poi essere uscito successivamente. Per gli inquirenti questo passaggio sarebbe “suggestivo” perché non emergerebbe una risposta immediata e spontanea sull’alibi. Gli investigatori contestano inoltre la solidità del cosiddetto “alibi dello scontrino”, cioè la versione secondo cui il giovane si sarebbe recato a Vigevano per acquistare un libro, ritenendo che il racconto trovi conferma esclusivamente nelle dichiarazioni del nucleo familiare.

L’ex fidanzata di Andrea Sempio: “Mai visto comportamenti violenti”

Nelle ultime ore sono arrivate anche le parole dell’ex fidanzata di Sempio, intervistata dalla trasmissione televisiva Storie Italiane su Rai1. La donna ha descritto il 38enne come una persona “normale”, dicendo di non aver mai percepito atteggiamenti violenti o ossessivi durante la loro relazione, durata circa tre anni. “Non mi aspettavo assolutamente che succedesse niente del genere”, ha raccontato, spiegando di essersi poi allontanata completamente dalla vicenda. Ha inoltre dichiarato di non sapere che Sempio parlasse da solo in auto e di non conoscere molti aspetti emersi successivamente nelle cronache giudiziarie.

Secondo il suo racconto, Sempio le avrebbe parlato dell’indagine subita in passato, ma senza mai fare riferimento a un amore non corrisposto o a una presunta ossessione nei confronti di Chiara Poggi. “Di Chiara non mi ha mai parlato”, ha detto, aggiungendo di non essere mai entrata in contatto con la famiglia o con gli amici dell’allora compagno. La donna ha spiegato che la relazione terminò per divergenze sui progetti di vita: lei desiderava un rapporto più serio, mentre lui no. Nonostante la separazione, ha ribadito di conservare il ricordo di una persona educata, simpatica e con cui non aveva mai avuto problemi.

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