Per settimane ha raccontato a un’ex collega una storia drammatica: la figlia incinta ricoverata in fin di vita in una clinica svizzera, le cure costosissime da sostenere e poi il decesso della ragazza subito dopo il parto. A rendere tutto ancora più credibile c’erano fotografie di neonati prematuri e persino immagini del funerale. Ma quelle foto, in parte scaricate dal web e in parte generate con l’intelligenza artificiale, erano false. A raccontare la vicenda è il Corriere dell’Alto Adige.
La 53enne avrebbe conosciuto la collega della Val Gardena durante un lavoro nel settore alberghiero, in Alto Adige. Dopo avere costruito un rapporto di fiducia, avrebbe parlato della figlia e sostenuto che il ricovero in Svizzera aveva costi altissimi, fino a 1.700 euro al giorno. Una situazione che aveva spinto la vittima, impietosita, a inviarle diversi bonifici. A un certo punto la donna avrebbe persino annunciato la morte della figlia, spiegando però che la neonata era sopravvissuta.
A smascherare il raggiro è stato il sospetto di un familiare della vittima, che ha effettuato alcune ricerche online scoprendo che le foto non erano autentiche. Dopo la denuncia, i carabinieri della stazione di Selva di Val Gardena hanno ricostruito i movimenti di denaro, arrivando alla titolare del conto corrente sul quale erano stati versati complessivamente 1.550 euro. Messa di fronte alle prove, la donna avrebbe confessato ed è stata denunciata per truffa.