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“La Sonrisa deve restare aperta”: il Consiglio di Stato ribalta la decisione del Tar sul “Castello delle Cerimonie”. La famiglia Polese: “Uno spiraglio di giustizia”

L'11 maggio il Tar della Campania aveva ordinato lo stop alle attività della struttura ricettiva, che continuerà invece a ospitare banchetti almeno fino al 4 giugno dopo il ricorso dei Polese al Consiglio di Stato

di Emanuele Corbo
“La Sonrisa deve restare aperta”: il Consiglio di Stato ribalta la decisione del Tar sul “Castello delle Cerimonie”. La famiglia Polese: “Uno spiraglio di giustizia”

Nuovo colpo di scena nella vicenda che vede protagonista il Grand Hotel La Sonrisa, a Sant’Antonio Abate, in provincia di Napoli, noto in tutta Italia come “Il castello delle cerimonie”, titolo del programma per anni in onda su Real Time. Dopo che l’11 maggio il Tar della Campania aveva confermato la revoca della licenza commerciale da parte del comune campano, la struttura ricettiva avrebbe dovuto chiudere i battenti nelle scorse ore. Così invece non è, perché il Consiglio di Stato ha sospeso l’efficacia e l’esecutività della sentenza del Tar. D’altronde la famiglia Polese e la Direzione de La Sonrisa avevano annunciato in una nota che, attraverso i loro legali, avrebbero proposto “immediato appello” proprio innanzi al Consiglio di Stato.

La reazione della famiglia Polese

Via libera dunque ai “matrimoni napoletani” e alle altre cerimonie almeno fino al prossimo 4 giugno, data in cui avrà luogo l’udienza collegiale in camera di consiglio. Come riporta il Corriere della Sera, l’ordinanza del Consiglio di Stato recita: “Fino alla pronuncia collegiale è senz’altro prevalente l’esigenza di assicurare la prosecuzione delle attività economiche svolte dagli appellanti, inibendo l’esecuzione della sentenza impugnata e dei provvedimenti amministrativi oggetto di contestazione davanti al Tar”. Esulta, per il momento, il pool di legali che assiste i Polese: “Finalmente uno spiraglio di giustizia in un clima di inusuale accanimento amministrativo”, ha fatto sapere l’avvocato Ignazio Tranquilli, come scrive Fanpage.

Era stata Ilaria Abagnale, sindaca di Sant’Antonio Abate, ad annunciare la revoca delle licenze, e in occasione della sentenza del Tar della Campania, ricorda ancora la testata napoletana, Abagnale aveva emanato una seconda ordinanza di sgombero della struttura ricettiva. “Si tratta di due provvedimenti che rientrano nella normale presa di possesso dell’intero compendio assegnato all’ente comunale in seguito ad una sentenza definitiva per lottizzazione abusiva che ha stabilito l’acquisizione di tutti gli immobili e i terreni che ricadono in quella area”, erano state le sue parole.

I prossimi passi in tribunale

In sede penale, intanto, è attualmente pendente, presso la Corte di appello di Roma, una nuova richiesta di revisione, mentre per il 9 luglio è fissata un’altra udienza dinnanzi alla corte di Cassazione. Procedimenti, questi, instaurati da Concetta Polese e finalizzati alla cancellazione della confisca collegata al reato di lottizzazione abusiva. “L’esito positivo dei procedimenti in sede penale – viene evidenziato – cancellerebbe di colpo tutti i problemi amministrativi che stanno avendo i proprietari del castello delle cerimonie”.

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