Cultura

Il Salone del Libro 2026 apre le danze: attesi Roberto Baggio, Jovanotti, Luciano Ligabue, Zerocalcare e Tiziano Malgioglio. Il calendario completo degli eventi

Dal 14 al 18 maggio 2026 torna a Torino la più importante fiera del libro e della cultura

di Davide Turrini
Il Salone del Libro 2026 apre le danze: attesi Roberto Baggio, Jovanotti, Luciano Ligabue, Zerocalcare e Tiziano Malgioglio. Il calendario completo degli eventi

Niente contemporanei russi, ma i classici greci. Al Salone del Libro 2026 migliaia di pagine da sfogliare, da Omero a Petros Markaris, al posto dei padiglioni da sigillare. Il nuovo corso firmato Annalena Benini al Lingotto torinese, sempre nomina del governo Meloni, non dà di certo i grattacapi di Pietrangelo Buttafuoco in Laguna. Tutto va bene, madam(in)a la marchesa, sotto la Mole di un Salone gigantesco che nemmeno le esposizioni universali di fine Ottocento.

Perché a dirla tutta, vince le elezioni quello, sposti quell’altro, nomini quest’altro ancora, il Salone del Libro ha oramai assunto da un paio di decenni una forma nazionalpopolare dilatata, pantagruelica, al passo con le classifiche di vendita, che non c’è santo meloniano che tenga. La formula che vince nessuno potrà mai cambiarla. Destra o sinistra (?), alto o basso, chi in Italia si definisce lettore forte e compra il romanzo di Bianchini, di Saviano, della Littizetto, di De Giovanni o Malvaldi, al Salone del Libro trova i suoi paladini tutti in fila, da quelli del romance a quelli del saggio d’inchiesta, spolverati come star al cospetto di Fabio Fazio, srotolati tra poltrone e presentazioni che in certi casi vedono adunate oceaniche da mille persone a botta. Quale altra direzione potrà mai prendere “politicamente” il Salone che non sia quello di accompagnare questa fiumana (non proprio dannunziana) di gente che entra con un entusiasmo da spettatori per le rockstar?

E poi ancora, se l’anno scorso passò di qua Jean Luc Melanchon a tuonare come un tribuno marxista per una plebe sofisticata, quest’anno passa Bernie Sanders (sabato alle 18.30) per farci capire come stanno gli Stati Uniti (pare non benissimo). Insomma, al Salone del Libro col “nuovo corso” mica vengono Orban o Marine Le Pen. I numeri del 2025, pronti per essere superati, dicono, peraltro, oltre 231mila visitatori.

Quest’anno, invece, la tavola, viene preparata così: 147 mila metri quadrati espositivi, oltre 500 stand e 1250 marchi editoriali, 70 sale per incontri e laboratori, più di 2.700 eventi al Lingotto (nel 2025 erano 2600, pare) e altri 500 distribuiti sul territorio grazie al Salone Off. Zadie Smith apre le danze giovedì 14 maggio spiegando il rapporto tra identità e cambiamento negli adolescenti. Poi il ministro Giuli timbra il cartellino torinese subito in apertura dialogando con Massimo Cacciari su “il mondo immaginato dalle riviste”.

Nel pomeriggio fanno capolino anche Stefania Belmondo e Roberto Baggio con i loro libri biopic. Venerdì è la tradizionale giornata dove fa fuoco e fiamme Alessandro Barbero (delizioso l’incontro: i quattro libri che mi hanno cambiato la vita), seguono, tra le centinaia di ospiti Dacia Maraini, Roberto Vecchioni, Boualem Sansal (uno che può spiegare bene cosa significa la libertà di parola a rischio), Antonio Manzini, Emmanuel Carrère, Paolo Nori.

Sabato si spazia da Stefania Auci a Telmo Plevani, da Nicola Lagioia a Gio Evan, da Alberto Angela a Niccolò Ammanniti, dal Nobel László Krasznahorkai a Zerocalcare, da Lea Ypi a Hervé Tullet. Domenica traffico esagerato attorno a Navid Tarazi, il Doggodaily di “scusi posso fare una foto al tuo cane?”, Irvine Welsh, David Grossman, Lino Banfi, Alberto Tomba, Jovanotti, Lunedì: Luciano Ligabue, Michela Marzano, Walter Siti, Cristiano Malgioglio. Molti eventi sono già sold out.

Il Salone dell’abbondanza ha inizio.

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